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Medaglie argento in Tempo Libero

  • Medaglia argento Florentia anni '70

    Medaglia argento Florentia anni '70

    Originale medaglia argento 800 con stemma giglio di Firenze e scritta "florentia", anni '70, ottimo stato - peso gr.20 diam.cm.4

    Pisana, Soffiano

    Oggi, 11:33

    40 €

  • Splendida Medaglia celebrativa ARGENTO Festa Unità Firenze 1988

    Splendida Medaglia celebrativa ARGENTO Festa Unità Firenze 1988

    ISTITUTO POLIGRAFICO E ZECCA DELLO STATO Splendida Medaglia celebrativa della Festa dell' Unità Firenze 1988 ARGENTO 986/1000 fondo a specchio Peso : 20 grammi Diametro : 35 mm. Autore : Parri / Volpini Conio : Zecca dello Stato CERTIFICATO di GARANZIA Confezione apribile originale con logo

    Modena

    Oggi, 00:30

    50 €

  • Medaglie commemorative in argento

    Medaglie commemorative in argento

    Come da titolo vendo medaglie commemorative tutte in massiccio argento pesante fior di conio del noto club della medaglia lavorate a mano garanzia di azienda seria ,ottimo investimento x collezionisti del settore.astenersi perditempo e curiosi.

    Andria

    Ieri, 10:07

    30 €

  • Medaglia in argento impero austroungarico

    Medaglia in argento impero austroungarico

    Medaglia in argento impero austroungarico del 1917 con nome inciso su retro e sulla scatola originale

    Genova

    Ieri, 08:25

    60 €

  • Collezione medaglie argento 925 "Il genio di Leonardo"

    Collezione medaglie argento 925 "Il genio di Leonardo"

    Collezione in perfette condizioni di 50 medaglie argento 925 di 52 gr. cadauna in elegante cofanetto di legno con certificato di autenticità. Svendo a poco più della quotazione del solo argento.

    Roma

    13 dicembre, 18:42

    1.500 €

  • Medaglia fascista x CC.NN. in Spagna - 1937 - Argento e marcata

    Medaglia fascista x CC.NN. in Spagna - 1937 - Argento e marcata

    Cedo una "stupenda", nonché "estremamente rara" (R3), medaglia fascista realizzata per le CC.NN. (Camicie Nere), che nell'allegoria fascista sono conosciuti anche come "Legionari di Roma", che combatterono la "guerra di liberazione dal comunismo in Spagna" (1936-39). Questa decorazione, fu coniata nel 1937 dalla ditta Stefano Johnson, incisore De Marchis, in due gradi, bronzo per "meriti normali" e argento "nobile", punzonato "800", per "meriti eccezionali" nelle azioni belliche, volte a liberare la terra di Spagna dal pericolo del bolscevismo insorto (vedasi "giusti" riferimenti allegati - catalogata come nr. XV/26 alla pag. 376 sul testo "25 ANNI DI STORIA MEDAGLIE E DECORAZIONI MUSSOLINIANE" scritto dal prof. GIANFRANCO CASOLARI). La stessa, si presenta ancora vestita dal suo nastro coevo e originale d'epoca, perfettamente intatto, composto dai colori della bandiera spagnola, dove al centro irrompe il tricolore italiano, in segno di "amicizia". Sul fronte della medaglia è rappresentato il combattente (o legionario) che piega il serpente che simboleggia nell'allegoria dell'epoca il comunismo, con la scritta "VIRTU' DUCE". Sul retro, invece, è rappresentato il vessillo dell'impero romano, impreziosito dai simboli fascisti, che guida una schiera di Legioni che avanzano compatte, corredato dalla scritta: "LEGIONARI DI ROMA IN TERRA DI SPAGNA". A completezza, vi dico, che sulla medaglia vi è inciso il punzone "800" dell'argento nobile, la firma dell'incisore "DE MARCHIS" e quella del coniatore "JOHNSON". Spendere ulteriori parole, per la medaglia più bella in assoluto coniata sotto il fascismo per i suoi combattenti nella Guerra di Spagna, non avrebbe davvero alcun senso, le immagini parlano da sole. AD MAIORA! Il cimelio si presenta in "eccellenti" condizioni di conservazione, ancora in patina coeva e senza né difetti, né mancanze, né rotture alcuna. Le sue misure sono: diametro 30 mm, nastro 140 mm in piega d'epoca, di cui circa 70 mm per parte. Tutto "rigorosamente" originale d'epoca al 100% e garantito! Vengono postate alcune foto per farne ammirare la bellezza e la particolarità. ATTENZIONE: RICORDO A TUTTI CHE GLI OGGETTI DI MILITARIA PRESENTI NELLE MIE VETRINE, SPECIALMENTE QUELLI DEL PERIODO FASCISTA O NAZISTA, VENGONO VENDUTI ESCLUSIVAMENTE PER I SEGUENTI FINI: PER COLLEZIONE, PER SCOPI EDUCATIVI, PER RICERCHE SCIENTIFICHE E/O STORICHE. PERTANTO TUTTI GLI ACQUIRENTI SI IMPEGNANO TACITAMENTE CON L'ACQUISTO, A GARANTIRE CHE POI GLI STESSI, NON VERRANNO UTILIZZATI IN ALCUN MODO PER SCOPI DI PROPAGANDA POLITICA E COMUNQUE NON AVER ALCUNA INTENZIONE DI COMMETTERE UN'AZIONE IN QUALCHE MODO PUNIBILE DALLA LEGGE ITALIANA. Il pagamento per l'acquisto degli oggetti, potrà essere effettuato a scelta del compratore tramite i seguenti sistemi: bonifico bancario, vaglia postale, ricarica postepay. E' possibile anche il ritiro a mano, da concordare previo appuntamento. L'eventuale spedizione si effettua con posta raccomandata, sicura e tracciabile, al costo di ulteriori 6,00 euro, per il contributo delle spese postali. Si vende sempre con "diritto di recesso", e cioè con formula "soddisfatti" o "rimborsati". Diritto appunto, da esercitarsi entro e non oltre 10 giorni dal momento in cui l'acquirente ne viene in possesso (in tal senso, farà fede la data presente sul sito delle poste italiane, per stabilire il giorno da cui decorre, che coincide con la data di consegna dell'oggetto). Verrà in questo caso, risarcito "unicamente" il solo valore dell'oggetto pagato, le spese di spedizione con raccomandata, sia di andata che di ritorno, restano "interamente" a carico dell'acquirente. Per avere maggiori informazioni su questo e per ogni altro tipo d'informazione o dubbio, potete tranquillamente contattarmi. Dai sempre un'occhiata a tutte le altre mie inserzioni...., per più acquisti, faccio pagare sempre e soltanto un'unica spedizione!

    Roma

    13 dicembre, 14:38

    280 €

  • Medaglia eridania argento rara torino

    Medaglia eridania argento rara torino

    Benvenuti amici collezionisti. offro due pezzi di storia rari. trovi: Medaglia Medal Sezione Eridanea Torino Argento/Silver 5 REIS 1910 MANUEL II PORTOGALLO PORTUGAL due pezzi rarissimi. non esitare chiama adesso 3389203480

    Bari

    13 dicembre, 11:20

    100 €

  • Torre Sospesa" Argento 800 Medaglia Sesto S. Giovanni

    Torre Sospesa" Argento 800 Medaglia Sesto S. Giovanni

    Medaglia "Torre Sospesa" Sesto S. Giovanni Argento800, misura 35mm di diametro, è in perfette condizioni, se interessati è in vendita.

    Brescia

    13 dicembre, 11:20

    15 €

  • Medaglia di argento mondiali 1990 Bari

    Medaglia di argento mondiali 1990 Bari

    Medaglia di argento grammi 20 raffigurante i mondiali di calcio a Bari co spilletta.

    Bari

    12 dicembre, 18:59

    200 €

  • Cofanetto con 4 Medaglie ARGENTO gr.70 cad.

    Cofanetto con 4 Medaglie ARGENTO gr.70 cad.

    Cofanetto 4 medaglie agento 986/1000 raffiguranti le 4 stagioni da 70 gr. l'una dei Maestri Annigono P.-Bino Bini-Fazzini Pericle-Greco Emilio emesse da Zecca dello Stato serie 0489/3000. Interessati chiamare o whatsapp no sms

    Roma

    12 dicembre, 18:04

    280 €

  • Medaglia in argento. Onesta Lavoro e Fratellanza

    Medaglia in argento. Onesta Lavoro e Fratellanza

    Medaglia in argento. Onesta Lavoro e Fratellanza. Conferita a lavoratori dirigenti di alto livello professionale, e di capacità organica e di fedeltà collettiva. Dm. 33 gr. 18. SPL. La offro a €. 32,00; chi fossi interessato può contattarmi tramite e-mail, oppure di telefonare

    Torino

    12 dicembre, 11:40

    32 €

  • Medaglia in argento. D/ Effige di Vittorio Emanuele III

    Medaglia in argento. D/ Effige di Vittorio Emanuele III

    Medaglia in argento. D/ Effige di Vittorio Emanuele III Re Dâ€(TM)Italia, volto giovanile a sinistra anni 910/30, sotto il taglio del collo lâ€(TM)ing. S. Johnson. R/ tra 2 stelle a 5 punti - AL MERITO - Il tutto circondato dalla corona dâ€(TM)alloro a 2 nodi. Dm. 32 gr. 15. FDC. La offro a €. 32,00; chi fossi interessato può contattarmi tramite e-mail, oppure di telefonare.

    Torino

    12 dicembre, 11:40

    32 €

  • Medaglia Nazista di Terza Classe Argento 8 Anni in Polizia Rara

    Medaglia Nazista di Terza Classe Argento 8 Anni in Polizia Rara

    Cedo una molta rara medaglia definita "Polizei-Dienstauszeichnung" (Decorazione di servizio nella Polizia) di terza classe in argento per 8 anni di "fedele servizio" completa di nastro originale color fiordaliso. Questa medaglia, disegnata dal famoso Prof. Richard Klein di Monaco, porta sul dritto l'aquila della polizia mentre sul rovescio in circolo sul bordo si legge la scritta "FUR TREUE DIENSTE IN DER POLIZEI" ( Per servizio fedele della Polizia ) con al centro un grande numero "8". Erano previste tre classi per questa decorazione: 1° classe croce in oro per 25 anni di servizio, 2° classe croce in argento per 18 anni di servizio e 3° classe medaglia in argento per 8 anni di servizio. Veniva sempre indossata la classe più alta raggiunta e quella inferiore restava di proprietà dell'avente diritto. La richiesta di assegnazione del riconoscimento doveva essere compilata dall'Alto Comando delle SS o dal Capo della Polizia e indirizzata al Segretario di Stato per l'approvazione del Cancelliere. La medaglia misura 38mm di diametro, mentre con il nastro misura 90mm di lunghezza. Medaglia proveniente direttamente da aste tedesche, tutto rigorosamente originale di epoca al 100% e garantito. Vengono postate alcune foto, per farne ammirare la bellezza, la particolarità dell'oggetto. Il pagamento per lo acquisto degli oggetti, potrà essere effettuato a scelta del compratore tramite i seguenti sistemi: bonifico bancario, vaglia postale, ricarica postepay, paypal. E' possibile anche il ritiro a mano, da concordare previo appuntamento. L'eventuale spedizione, si effettua con posta raccomandata1 e tracciabile al costo di ulteriori 9,00 euro, per il contributo delle spese postali. Si vende sempre con diritto di recesso, e cioè con formula soddisfatti o rimborsati. Diritto appunto, da esercitarsi entro e non oltre 10 giorni dal momento in cui lo acquirente ne viene in possesso (in tal senso, farà fede la data presente sul sito delle poste italiane, per stabilire il giorno da cui decorre, che coincide con la data di consegna dello oggetto). Verrà in questo caso, risarcito unicamente il solo valore dello oggetto pagato, le spese di spedizione con raccomandata, sia di andata che di ritorno, restano interamente a carico dello acquirente. Per avere maggiori informazioni su questo e per ogni altro tipo di informazione o dubbio, potete tranquillamente contattarmi. Dai sempre una occhiata a tutte le altre mie inserzioni...., per più acquisti, faccio pagare sempre e soltanto una unica spedizione.

    Anzio

    11 dicembre, 22:19

    180 €

  • Medaglia argento dorato Federazione Provinciale Fascista

    Medaglia argento dorato Federazione Provinciale Fascista

    Medaglia periodo fascista in argento dorato della Federazione Provinciale Fascista Agricoltori di Cremona - Perfetto stato di conservazione - peso 19.5 grammi - diametro circa 3,8 cm. Solo ritiro a mano

    Milano

    11 dicembre, 18:46

    120 €

  • Medaglia argento visita a Parigi, Lisieux Papa G. Paolo II 1980

    Medaglia argento visita a Parigi, Lisieux Papa G. Paolo II 1980

    Medaglia straordinaria coniata, emissione della Zecca di Francia, emessa il 30-05-1980, per ricordare il viaggio a Parigi e Lisieux. Argento 925 peso 6,45 gr tiratura 30000

    Ferrara

    11 dicembre, 18:45

    9 €

  • Medaglia argento visita del Papa a Strasburgo, ottobre 1988.

    Medaglia argento visita del Papa a Strasburgo, ottobre 1988.

    Medaglia in argento, dedicata alla visita di Papa Giovanni Paolo II a Strasburgo.

    Ferrara

    11 dicembre, 18:44

    5 €

  • Medaglia argento visita del Papa a Strasburgo, 1988.

    Medaglia argento visita del Papa a Strasburgo, 1988.

    Medaglia coniata per ricordare la visita di Papa Giovanni Paolo II a Strasburgo, il giorno 8 ottobre 1988.

    Ferrara

    11 dicembre, 18:44

    5 €

  • Medaglia argento visita del Papa a Strasburgo, 1988.

    Medaglia argento visita del Papa a Strasburgo, 1988.

    Medaglia coniata, emessa il 8 ottobre 1988 per ricordare la visita di Papa Giovanni Paolo II a Strasburgo, autore J. Mauviel.

    Ferrara

    11 dicembre, 18:43

    5 €

  • Regia Marina WW1 WW2 Medaglia Nave Caio Duilio Argento

    Regia Marina WW1 WW2 Medaglia Nave Caio Duilio Argento

    Cedo una rarissima medaglia della Regia Marina Italiana dell'inizio del secolo dedicata alla nave da battaglia Caio Duilio. Al dritto la nave in navigazione verso destra in alto la scritta DVILIO mentre nel rovescio c'è una colonna romana da cui spuntano i rostri di navi, la colonna è caricata di tre ancore, l'allusione della colonna si riferisce alla battaglia di Milazzo, dove il console romano sbaraglio la flotta punica nemica. La Colonna rostrata di Caio Duilio (in latino Columna Rostrata C. Duilii) era un'antica colonna rostrale che si trovava nel Foro Romano. Si trovava accanto ai Rostra imperiali, pur essendo molto più antica, verso il Volcanale. Era stata eretta durante il trionfo del generale Caio Duilio, primo trionfatore romano in una battaglia navale (nella battaglia di Milazzo contro i Cartaginesi nel 260 a.C.), ed era costruita con i rostri delle navi nemiche (da cui derivò lo stesso nome della tribuna dei Rostri). La base della colonna venne rifatta all'epoca di Augusto, copiando esattamente l'antica iscrizione. Dispersa la colonna, la base venne rinvenuta nel XVI secolo presso l'arco di Settimio Severo, nella collocazione originaria. Oggi si trova nel Museo Nuovo Capitolino. La medaglia coniata nell'argento misura 25mm di diametro ed ha un peso 9,23 grammi. Si presenta in ottime condizioni di conservazione. La nave da battaglia Caio Duilio è stata un'unità della Marina Italiana che ha prestato servizio per oltre 40 anni, prima nella Regia Marina e successivamente nella Marina Militare. La nave con l'unità gemella Andrea Doria faceva parte della Classe Caio Duilio, nata come derivazione del tipo Conte di Cavour. La nave, varata nel 1913 e diventata obsoleta, venne sottoposta a radicali lavori di riammodernamento tra il 1937 e il 1940 ed in questa nuova configurazione partecipò alla seconda guerra mondiale. Al termine del conflitto entrò a far parte della Marina Militare Italiana arrivando a ricoprire il ruolo ammiraglia della flotta, compito nel quale si è avvicendata con l'Andrea Doria, prestando servizio fino al 1956.La costruzione della nave avvenne nel Cantiere navale di Castellammare di Stabia dove lo scafo venne impostato sugli scali il 24 febbraio 1912.Dopo il varo, avvenuto il 24 aprile 1913 lo scafo rimase all'ancora nella darsena del cantiere navale di Castellammare di Stabia, mentre a bordo venivano portati a termine i lavori di pertinenza del cantiere. Il completamento dell'allestimento venne affidato, in base a contratto in data 9 agosto 1913, alla Gio. Ansaldo e C. che lo eseguì nelle sue "Officine Allestimento Navi" di Genova con l'applicazione delle piastre di corazzatura, la sistemazione dell'impianto elettrico e di tutti i congegni per l'esercizio, la manovra e la sicurezza della nave, oltre all'imbarco delle dotazioni fisse e dell'armamento. La stessa ditta ha anche realizzato e montato l'apparato motore delle due unità classe. Il contratto per la fornitura e la sistemazione a bordo delle artiglierie principali venne siglato il 24 maggio 1912 con la ditta Armstrong che le realizzò nel suo stabilimento di Pozzuoli. I lavoro procedettero speditamente, tanto che la nave venne sottoposta alle prove di collaudo con tre mesi di anticipo rispetto alla data del 30 giugno 1915 prevista dalle clausole contrattuali entrando in servizio il 10 maggio 1915. La cerimonia della consegna della bandiera di combattimento era prevista per il 28 maggio, ma essendo l'Italia entrata in guerra quattro giorni prima, la bandiera, donata da un comitato di donne romane, presieduto dal Principe Prospero Colonna sindaco di Roma, venne consegnata al comandante dell'unità in forma privata. Il cofano per la conservazione della bandiera sarebbe stato consegnato solamente il 14 aprile 1932 nel corso di una solenne cerimonia pubblica in Campidoglio. Durante il conflitto la nave compì in tutto quattro missioni di guerra per 268 ore di moto, ed esercitazioni per 512 ore di moto, dislocata sempre a Taranto, ad eccezione del periodo tra il 29 novembre 1916 e il 21 gennaio 1917 in cui venne trasferita a Corfù.Dopo la fine della guerra, il 10 novembre 1918, le corazzate Duilio, Doria e Giulio Cesare raggiunsero per un periodo di esercitazioni Corfù, dove la corazzata Duilio vi rimase fino al 26 gennaio 1919 mentre l'Andrea Doria vi rimase fino al successivo 19 febbraio. Rientrata in Italia l'unità il 25 aprile si trasferì da Taranto a Smirne, rimanendovi fino al 9 giugno raggiungendo poi a Costantinopoli l'Andrea Doria, passando alle dipendenze della Seconda Divisione Navi da Battaglia che, dal 1º luglio 1919 assunse la denominazione di Squadra del Levante. La permanenza di unità della Regia Marina in quelle zone fu conseguenza della vittoria degli sugli Imperi Centrali di cui faceva parte l'Impero Ottomano, che venne diviso in zone di occupazione e di influenza, con i vincitori che tendevano a stabilizzare le loro occupazioni territoriali. L'Italia aveva particolare interesse alla zona di Smirne, dove operava il corpo di spedizione italiano. L'unità fece ritorno a Smirne dove il 9 settembre venne avvicendata dal Giulio Cesare rientrando il 12 settembre a Taranto dove venne venne messa in riserva per essere successivamente riarmata nel giugno 1920, per essere inviata nelle acque albanesi, dove rimase a tutela degli interessi italiani, fino al settembre successivo. La presenza di unità navali a Valona era dovuto alle clausole del Patto di Londra firmato il 26 aprile 1915 secondo le quali per l'intervento a fianco della Triplice Intesa, l'Italia a guerra finita, avrebbe dovuto avere Valona, con il suo entroterra, e l'isola di Saseno. Tuttavia nei primi mesi del 1920 con l'affermarsi in Albania di un movimento indipendentista che chiedeva l'amministrazione delle località occupate dagli italiani, la situazione si deteriorò fino a sfociare in un'aperta rivolta e a luglio il governo Giolitti, per evitare un scontro militare fece un accordo con gli indipendentisti albanesi in base al quale all'Italia restava solamente l'isola di Saseno. Sul finire dell'anno l'unità prese parte nel blocco di Fiume, e nel bombardamento della città, nei giorni che sarebbero passati alla storia come Natale di sangue. Nel corso del bombardamento della città si contarono diverse vittime, fra cui ventidue legionari, diciassette soldati italiani e cinque civili. Nel 1921 il Caio Duilio prima fu sede del Comando Navale del Dodecaneso per poi fare ritorno fino alla fine dell'anno a Costantinopoli alle dipendenze della Squadra del Levante e svolgere l'anno successivo una notevole attività addestrativa. Nell'agosto del 1923, in seguito all'eccidio di Giannina, scoppiò con la Grecia la crisi di Corfù con l'invio delle Duilio e delle Cavour che bombardarono l'isola di Corfù. La crisi si concluse con il rientro a Taranto delle unità a settembre. Nel 1924, in occasione della visita in Spagna del Re dâ€(TM)Italia, l'unità effettuò una crociera nei porti spagnoli insieme a Cavour e a Dante Alighieri. L'unità, l'8 aprile 1925 nel corso di un'esecuzione di tiro al largo di La Spezia ebbe un'esplosione nell'elevatore munizioni della torre la centrale e la nave dopo i lavori conseguenti all'esplosione rientrò in servizio nel 1928 effettuando, fino al 1932, numerose crociere nel Levante, visitando porti greci, egiziani, turchi e del Dodecaneso. Nel 1932 venne passata in riserva a Taranto, per essere poi riarmata per esercitazioni e il 15 agosto 1933 diventare sede del Comando Forza navale di Riserva a Taranto, ruolo che ebbe fino alla fine del 1936. Il 19 marzo 1937 la nave lasciò Taranto per raggiungere Genova dove, il 1º aprile venne avviata ai lavori di ricostruzione che vennero svolti presso i Cantieri del Tirreno. Il progetto, che seguì la falsariga di quelli per la ricostruzione delle precedenti Cavour, risentì della concomitante costruzione delle Littorio. La nave venne modificata nella pianta dello scafo, con inserimento di una sezione aggiuntiva di 10 metri di lunghezza, nella sovrastruttura che venne concentrata a mezza nave e nell'apparato motore che venne potenziato di più del 250% oltre che nell'armamento. Le modifiche allo scafo, all'apparato motore e a buona parte delle sovrastrutture furono le stesse delle Cavour, così come anche la ristrutturazione dell'armamento principale con l'eliminazione della torre centrale da 305, e la ri-tubazione dei rimanenti cannoni da 305mm/46 in 320mm/44, mentre l'armamento secondario fu ispirato, in buona parte, a quello delle Littorio. Così rispetto alle Cavour mancano le sei torrette binate da 120mm intorno al ridotto centrale, sostituite da 4 torri trinate concentrate ai fianchi delle torri principali di prua. Intorno al ridotto sono invece sistemati i 10 pezzi da 90/50mm antiaerei. Si può notare come questa soluzione fosse molto avveniristica, in quanto la minaccia aerea alle corazzate non era tenuta in grande considerazione negli ambienti militari dell'epoca, come sarà invece pochi anni dopo. Tuttavia l'ottimo pezzo da 90mm vedeva le sue prestazioni inficiate da un affusto non adatto, il che rese l'intuizione iniziale della minaccia un'occasione in buona parte mancata. Decisamente interessante era la protezione subacquea, denominata "cilindri assorbitori modello Pugliese" dal nome dell'ingegnere e generale del Genio Navale che la progettò. Tale protezione, la cui efficacia rimane controversa e non è stata né confermata, né smentita, dalle vicende belliche, consisteva in due lunghi cilindri deformabili, che posti lungo la murata, all'interno di una paratia piena, avevano il compito di assorbire, disperdendola all'interno del cilindro, la forza dell'onda d'urto provocata dall'esplosione di un siluro o di una mina; le dimensioni considerevoli che raggiungeva (quasi 4 m di diametro) nella parte centrale della fiancata garantivano buona tenuta, che si riduceva drasticamente a prua e poppa, dove doveva essere obbligatoriamente ristretto. Il progetto, che seguì la falsariga di quelli per la ricostruzione delle precedenti Cavour, risentì della concomitante costruzione delle Littorio. La nave venne modificata nella pianta dello scafo, con inserimento di una sezione aggiuntiva di 10 metri di lunghezza, nella sovrastruttura che venne concentrata a mezza nave e nell'apparato motore che venne potenziato di più del 250% oltre che nell'armamento. Le modifiche allo scafo, all'apparato motore e a buona parte delle sovrastrutture furono le stesse delle Cavour, così come anche la ristrutturazione dell'armamento principale con l'eliminazione della torre centrale da 305, e la ri-tubazione dei rimanenti cannoni da 305mm/46 in 320mm/44, mentre l'armamento secondario fu ispirato, in buona parte, a quello delle Littorio. Così rispetto alle Cavour mancano le sei torrette binate da 120mm intorno al ridotto centrale, sostituite da 4 torri trinate concentrate ai fianchi delle torri principali di prua. Intorno al ridotto sono invece sistemati i 10 pezzi da 90/50mm antiaerei. Si può notare come questa soluzione fosse molto avveniristica, in quanto la minaccia aerea alle corazzate non era tenuta in grande considerazione negli ambienti militari dell'epoca, come sarà invece pochi anni dopo. Tuttavia l'ottimo pezzo da 90mm vedeva le sue prestazioni inficiate da un affusto non adatto, il che rese l'intuizione iniziale della minaccia un'occasione in buona parte mancata. Decisamente interessante era la protezione subacquea, denominata "cilindri assorbitori modello Pugliese" dal nome dell'ingegnere e generale del Genio Navale che la progettò. Tale protezione, la cui efficacia rimane controversa e non è stata né confermata, né smentita, dalle vicende belliche, consisteva in due lunghi cilindri deformabili, che posti lungo la murata, all'interno di una paratia piena, avevano il compito di assorbire, disperdendola all'interno del cilindro, la forza dell'onda d'urto provocata dall'esplosione di un siluro o di una mina; le dimensioni considerevoli che raggiungeva (quasi 4 m di diametro) nella parte centrale della fiancata garantivano buona tenuta, che si riduceva drasticamente a prua e poppa, dove doveva essere obbligatoriamente ristretto. Durante l'attacco inglese alla base di Taranto dell'11 novembre 1940 venne gravemente danneggiata. La nave venne colpita intorno alla mezzanotte da un siluro lanciato da circa 400 metri. L'esplosione causò uno squarcio di circa 11 x 7 metri vicino il deposito munizioni prodiero. Nell'esplosione tre componenti dell'equipaggio persero la vita.[3] Alle 4.45 del mattino del 12 novembre, la nave venne portata ad incagliare in acque basse per evitarne l'affondamento. La manovra venne svolta da Piero Calamai che si meritò una medaglia al valore militare; lo stesso che 16 anni dopo dovette abbandonare il transatlantico Andrea Doria al suo tragico destino. Durante il periodo novembre-gennaio partecipò attivamente alla difesa contraerea della piazzaforte. La corazzata Duilio il 26 gennaio 1941 lasciò Taranto e due giorni dopo raggiunse Genova entrando in bacino il 3 febbraio e dopo essere stata sottoposta alle necessarie riparazioni, il 3 maggio 1941 rientrò a Taranto riprendendo servizio nel luglio successivo. Dopo il rientro in servizio la nave venne utilizzata principalmente come scorta pesante dei convogli italiani diretti verso la Libia. Nel dicembre 1941, con a bordo l'ammiraglio Bergamini, partecipò alla prima battaglia della Sirte e dal 3 al 5 gennaio 1942 partecipò all'operazione M43 che aveva la finalità di far giungere contemporaneamente in Libia tre convogli, sotto la protezione diretta ed indiretta della maggior parte delle forze navali, in quella che fu l'ultima missione operativa del Giulio Cesare. Nell'occasione il "Caio Duilio" faceva parte della scorta indiretta. Dopo un'altra missione di scorta svolta tra il 21 e il 24 febbraio per tutto il resto del 1942 l'unità effettuò uscite in mare unicamente per esercitazioni e venne dislocata fra le basi di Taranto e Messina, mentre nel 1943 rimase ferma a Taranto, partecipando alla difesa antiaerea della base, anche in conseguenza dell'esaurimento delle scorte di nafta che dalla seconda metà del 1942 paralizzò l'attività delle maggiori unità della Regia Marina. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 raggiunse Malta consegnandosi agli alleati secondo quelle che erano le clausole armistiziali. La nave faceva parte del gruppo partito da Taranto insieme costituito dalle Duilio, dal Pompeo Magno e dal Cadorna. Il gruppo, guidato dall'ammiraglio Da Zara, venne raggiunto dal gruppo proveniente da La Spezia, il cui comando dopo il tragico affondamento della nave da battaglia Roma era stato assunto dall'ammiraglio Oliva. Mentre le altre unità della Regia Marina che erano state internate a Malta rientrarono a Taranto i primi giorni di ottobre 1943, Duilio, Doria e Cesare rimasero nella base inglese, con equipaggio ridotto fino al giugno del 1944 con il Caio Duilio che partì da Malta il 27 giugno giungendo a Taranto il 6 luglio, dopo una sosta di otto giorni ad Augusta. Fino alla fine della guerra l'unità svolse solamente una limitata attività addestrativa dislocata a Taranto e Augusta. Fino all'armistizio l'unità effettuò un totale di 41 missioni di cui quattro per ricerca del nemico, sette di scorta e protezione traffico, otto per trasferimenti e ventidue per esercitazioni, percorrendo 13.127 miglia per un totale di 786 ore di moto, consumando 12.876 tonnellate di nafta e rimanendo inattiva per 235 giorni. Dopo l'armistizio effettuò dieci missioni di cui cinque per trasferimenti e cinque per esercitazioni per un totale di 2.106 miglia, con 125 ore di moto. Al termine della guerra entrata a far parte della Marina Militare Italiana, insieme al gemello Andrea Doria, fu una delle due navi da battaglia concesse all'Italia dalle condizioni del trattato di pace. Le due unità hanno svolto attività addestrative e di rappresentanza fino al ritiro dal servizio. La corazzata Caio Duilio, dislocata a Taranto, dal 1946 al 1953, è stata, dal 1º maggio 1947 al 10 novembre 1949, sede del Comando della Squadra Navale. La nave effettuò numerose uscite per esercitazioni, anche in ambito NATO, e per le crociere estive e invernali con le altre unità di squadra. Nel 1947, nel corso di un normale ciclo di manutenzione, l'unità ricevette due apparecchiature radar di scoperta antiaerea. Le apparecchiature, che erano dei residuati di guerra di costruzione inglese di tipo â€Å"L.W.S.” erano costituite da una cabina di ascolto che inizialmente veniva usata su autocarri, sormontata da una voluminosa antenna a forma di doppia piramide unita per i vertici e trovarono sistemazione sulle plance vedette contraeree, a poppavia delle torrette telemetriche antiaeree ai lati del torrione. La nave che al rientro da Malta era stata ritinteggiata secondo le norme in uso tra gli alleati con lo scafo grigio scuro e le sovrastrutture grigio celestino nel 1950 venne interamente ridipinta, come tutte le unità della Marina Militare, con la colorazione grigio chiara. Nel 1953 l'unità venne trasferita a La Spezia rimanendo inattiva fin quando il 15 settembre 1956 venne messa in disarmo e radiata per essere successivamente demolita tra il 1957 e il 1961. a nave porta il nome del console romano Caio Duilio. Il motto della nave era Nomen numen (Il nome significa potenza). In precedenza il nome Caio Duilio era stato dato nella Regia Marina ad corazzata del 1876 che, ritirata dal servizio, nel 1900, passata a compiti di nave scuola per timonieri e mozzi e successivamente utilizzata come batteria di difesa costiera, venne disarmata nel 1906 e radiata nel 1909. Successivamente il nome Caio Duilio verrà dato ad un incrociatore lanciamissili degli anni sessanta. Le due unità omonime che l'hanno preceduta e seguita sono state tutte costruite a Castellammare di Stabia. Attualmente la MMI ha in servizio un'altra unità con il nome Caio Duilio ed è la prima nave con questo nome a non essere stata costruita a Castellammare di Stabia. La nave, varata a Riva Trigoso il 23 ottobre 2007, dopo aver completato l'allestimento presso il cantiere navale del Muggiano di La Spezia ha ricevuto la bandiera di combattimento a Gaeta (LT) il 22 settembre 2011 alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa Biagio Abrate, del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare Bruno Branciforte e del sindaco di Roma, città donatrice del vessillo, Gianni Alemanno. ATTENZIONE: RICORDO A TUTTI CHE GLI OGGETTI DI MILITARIA PRESENTI NELLE MIE VETRINE, SPECIALMENTE QUELLI DEL PERIODO FASCISTA O NAZISTA, VENGONO VENDUTI ESCLUSIVAMENTE PER I SEGUENTI FINI: PER COLLEZIONE, PER SCOPI EDUCATIVI, PER RICERCHE SCIENTIFICHE E/O STORICHE. PERTANTO TUTTI GLI ACQUIRENTI SI IMPEGNANO TACITAMENTE CON L'ACQUISTO, A GARANTIRE CHE POI GLI STESSI, NON VERRANNO UTILIZZATI IN ALCUN MODO PER SCOPI DI PROPAGANDA POLITICA E COMUNQUE NON AVER ALCUNA INTENZIONE DI COMMETTERE UN'AZIONE IN QUALCHE MODO PUNIBILE DALLA LEGGE ITALIANA. Cimelio proveniente direttamente da aste, tutto "rigorosamente" originale d'epoca al 100% e garantito! Vengono postate alcune foto, per farne ammirare la bellezza, la particolarità. Il pagamento per l'acquisto dell'oggetto, potrà essere effettuato a scelta del compratore tramite i seguenti sistemi: bonifico bancario, paypal, vaglia postale, ricarica postepay, contrassegno (con l'aggravio di ulteriori spese postali). La spedizione, si effettua con posta raccomandata e tracciabile al costo di ulteriori 7,00 euro, per il contributo delle spese postali. Si vende sempre con "diritto di recesso", e cioè con formula "soddisfatti" o "rimborsati". Diritto appunto, da esercitarsi entro e non oltre 10 giorni dal momento in cui l'acquirente ne viene in possesso (in tal senso, farà fede la data presente sul sito delle poste italiane, per stabilire il giorno da cui decorre, che coincide con la data di consegna dell'oggetto). Verrà in questo caso, risarcito "unicamente" il solo valore dell'oggetto pagato, le spese di spedizione con raccomandata, sia di andata che di ritorno, restano "interamente" a carico dell'acquirente. Per avere maggiori informazioni su questo e per ogni altro tipo d'informazione o dubbio, potete tranquillamente contattarmi.

    Anzio

    11 dicembre, 16:57

    40 €

  • Regia Marina WW1 Medaglia Nave Emanuele Filiberto 1906 Argento

    Regia Marina WW1 Medaglia Nave Emanuele Filiberto 1906 Argento

    Cedo una rarissima medaglia della Regia Marina Italiana dell'inizio del secolo dedicata alla nave da battaglia Emanuele Filiberto. Al dritto il busto del Re della casata Savoia e la scritta intorno EMMANVEL PHILIBERTVS, al rovescio la nave in navigazione verso sinistra e la scritta in alto CONDVNTUR NON CONTVNDVTVR R.N. EM. FILIBERTO 1906. La medaglia coniata nell'argento misura 25mm di diametro ed ha un peso 8,48 grammi. Si presenta in buone condizioni di conservazione. La nave da battaglia Emanuele Filiberto è stata un'unità della Regia Marina, capoclasse della classe omonima, che comprendeva l'unità gemella Ammiraglio di Saint Bon. L'unità, costruita su progetto elaborato dal generale del Genio navale Pullino, era veloce ed aveva un limitato dislocamento ed armamento ed un basso bordo libero che portava la nave a soffrire il mare, specie durante le operazioni con mare grosso. La propulsione era a vapore costituito da 12 caldaie a combustione mista (carbone e nafta) che alimentavano con il loro vapore due motrici alternative a espansione. Nel XX secolo questo tipo di caldaia diventò il modello standard per tutte le caldaie di grosse dimensioni, grazie anche all'impiego di acciai speciali in grado di sopportare temperature elevate e allo sviluppo di moderne tecniche di saldatura. L'apparato motore forniva una Potenza di 14000 hp e consentiva alla nave di raggiungere la velocità massima di 18 nodi, con un'autonomia che ad una velocità di 10 nodi era di 4000 miglia.L'armamento principale era costituito da quattro cannoni da 254/40 installati in due torri binate corazzate a prora e a poppa, che costituivano anche l'armamento principale degli incrociatori classe Garibaldi. L'armamento secondario principale era costituito da otto cannoni da 152/40 in batteria e otto cannoni da 120/40 scudati, sistemati in coperta ed era completato da otto cannoni da 76/40,da otto cannoni da 47/40 e due mitragliere.L'armamento silurante era di quattro tubi lanciasiluri.La nave fu battezzata con questo nome in onore di Emanuele Filiberto di Savoia X Duca di Savoia, nipote di Carlo V e cugino di primo grado di Filippo II da cui ebbe la carica di governatore dei Paesi Bassi, che, destreggiandosi tra Spagna e Francia e capitanando un'armata ispano-piemontese nelle Fiandre, nella piazzaforte di San Quintino ottenne una vittoria, decisiva, che fu l'apice della sua carriera di condottiero; con la successiva pace di Cateau-Cambrésis del 1559 ottenne la restituzione dei suoi stati, coronando così il suo sogno di ritornare nei territori patri, spostando nel 1563 la capitale da Chambery a Torino. Nonostante la sua politica filo-spagnola, seppe trovare buoni rapporti con la Francia, al punto da sposare Margherita di Francia, figlia di Francesco I re di Francia.Il Ducato di Savoia in seguito al trattato di Utrecht con cui Vittorio Amedeo II ottenne la Sicilia, nel 1713 divenne il Regno di Sicilia, che si concluse nel 1720, quando l'isola venne scambiata con la Sardegna diventando così Regno di Sardegna, che in seguito alle vicende del Risorgimento sarebbe diventato il Regno d'Italia. La nave ricevette la bandiera da combattimento a La Spezia il 10 aprile 1902 alla presenza del Ministro della Marina Morin e di altre autorità politiche e militari, dalle mani di un discendente di Emanuele Filiberto "Testa di Ferro", il Duca d'Aosta, che corso della prima guerra mondiale si sarebbe distinto al comando della terza armata senza mai subire sconfitte, guadagnandosi l'appellativo di Duca Invitto e conquistando Gorizia nella sesta battaglia dell'Isonzo. La bandiera che misurava metri 8,25x5,50 era in seta, con lo stemma sabaudo e la corona ricamati a mano ed è conservata a Roma al Sacrario delle Bandiere Vittoriano in un cofano che sul coperchio reca una piccola riproduzione del monumento equestre, opera di Carlo Marochetti, detto Caval ëd Bronz che raffigura Emanuele Filiberto nell'atto di reinguainare la spada dopo la vittoria di San Quintino, fatto erigere a Piazza San Carlo a Torino dal suo discendente e Re di Sardegna Carlo Alberto. Successivamente nella Regia Marina a portare il nome Emanuele Filiberto è stato un incrociatore leggero della classe Condottieri tipo Duca d'Aosta, intitolato però ad Emanuele Filiberto Duca d'Aosta, lo stesso che nel 1902 aveva consegnato alla nave da battaglia la bandiera di combattimento. Il motto della nave era Cuduntur non contunduntur (si fabbricano non si distruggono),con chiaro riferimento alla nave. La nave venne impostata sugli scali il 5 ottobre 1893 nel Cantiere navale di Castellammare di Stabia, varata il 29 settembre 1897 ed entrò in servizio il 6 settembre 1901. Nel 1911-12 prese parte alla guerra italo-turca nella I Divisione Corazzate, impiegata nelle acque della Libia. La nave progettata per restare in servizio attivo sino al 1913-14, a causa dello scoppio della prima guerra mondiale rimase ancora in servizio e durante la grande guerra al comando del Capitano di Fregata Magliozzi era dislocata insieme all'unità gemella a Venezia.Al termine del conflitto la nave venne radiata e demolita. ATTENZIONE: RICORDO A TUTTI CHE GLI OGGETTI DI MILITARIA PRESENTI NELLE MIE VETRINE, SPECIALMENTE QUELLI DEL PERIODO FASCISTA O NAZISTA, VENGONO VENDUTI ESCLUSIVAMENTE PER I SEGUENTI FINI: PER COLLEZIONE, PER SCOPI EDUCATIVI, PER RICERCHE SCIENTIFICHE E/O STORICHE. 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    Anzio

    11 dicembre, 16:56

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    Medaglia per evento sportivo in argento 800 il prezzo ne include la spedizione medaglia marcata argento 800

    Imola

    11 dicembre, 00:08

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    10 dicembre, 19:35

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    Parabiago

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    10 medaglie argento 100 capolavori

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    Parabiago

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