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Coltello carta in Tempo Libero

  • Coltelli di carta - Vittorio Roidi -Newton Compton 1° Ediz.

    Coltelli di carta - Vittorio Roidi -Newton Compton 1° Ediz.

    Coltelli di carta - Diritto o delitto di cronaca? Le ferite inferte ai cittadini dai giornalisti nell'esercizio della libertà di stampa Vittorio Roidi - Prefazione Sergio Zavoli Newton Compton - I volti della storia 6 Anno 1992 - 1° Edizione Buono - interno perfetto, compatto - pagine leggermente ingiallite, più accentuate ai bordi - Un piccolo segnetto bordo superiore visibile a filo margine su sei pagine - sovraccoperta leggeri segni d'uso, tre taglietti due da 2 mm e uno da 1mm. All'interno, lievi e sporadici puntini.- completo tagliando prezzo. Rilegato con sovraccoperta - pagine 223 - immagini b/n Attualmente difficile reperibilità La libertà di stampa non è in discussione nel nostro paese. Appare ampia, solida, anche se spesso è attaccata da chi ne ha paura, o messa a repentaglio da chi si preoccupa più dei profitti della propria impresa editoriale che degli interessi della collettività. Il giornalista, per esercitare la professione, attraversa una foresta di condizionamenti, supera barriere, evita trabocchetti, talvolta capitombola, per imperizia, fretta o superficialità. Vero, purtroppo. La discussione tuttavia, quando si accende, verte sui rapporti con i partiti e gli uomini politici, con le forze economiche, con l'evoluzione sociale e culturale della nazione. In questo libro, invece, Vittorio Roidi ha deciso di occuparsi delle ferite procurate dai giornalisti ai cittadini -- sconosciuti o noti -- coinvolti nelle loro cronache. Un argomento scottante, di solito trascurato, anche se l'accusa di fabbricare mostri e di calpestare i diritti fondamentali della persona esplode al cospetto di episodi più appariscenti. La notizia, dunque, scritta o trasmessa, come arma impropria, come coltello acuminato che, durante la quotidiana ricerca della verità, colpisce e fa male. Dietro un titolo scomodo, si snoda una sequenza di delitti di cronaca, commessi nell'esercizio del diritto di cronaca. Per colpa, incapacità, impossibilità e, qualche volta, magari per dolo e faziosità. Un libro che non si ferma alla denuncia, ma induce alla riflessione. Nella convinzione che, per mettere riparo alla crisi della professione e dare ad essa credibilità, i giornalisti non possano evitare di discutere i propri errori e i propri limiti. Con coraggio e senza alibi fasulli o facili ipocrisie.

    Bergamo

    19 luglio, 06:01

    11 €

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