Viaggio nella preistoria dei cellulari: gli anni '90

I primissimi cellulari sono arrivati però in Italia negli anni 90: non parliamo di secoli fa, ma sembra di parlare di oggetti preistorici.

Cellulare Anni '90

Ad oggi il cellulare è un oggetto che fa parte della quotidianità: quasi sicuramente in questo momento lo avrete in tasca o nella borsa. O forse anche in mano, perché avete appena letto un messaggio, fatto una telefonata o, più probabilmente, state postando su Facebook o leggendo quest’articolo su internet.

Un articolo di Business People pubblicato quest’anno ci rivela infatti che 6 italiani su 10 hanno uno smartphone, che non è più un semplice oggetto che consente di fare una telefonata, ma anzi un apparecchio super connesso che ci tiene sempre al corrente su quello che fanno i nostri amici. La maggior parte degli utenti mostrano anche dove sono e cosa stanno facendo con tanto di foto sui social, anche esse fatte con lo stesso telefono e postate immediatamente in rete,  per non parlare di email, videochiamate e acquisti online.

I primissimi cellulari sono arrivati però in Italia negli anni 90: non parliamo di secoli fa, ma se pensiamo ai primi modelli e alle pochissime funzioni che avevamo a disposizione, ci sembra di parlare di oggetti preistorici.

Voi vi ricordate quei “primitivi” modelli e come sono arrivati nelle nostre case?

Tutto cominciò attorno ai mondiali di calcio giocati in casa, Italia ’90: in quei giorni fu infatti lanciata la rete Etacs in tutte le città dove si giocavano le partite. Le aziende produttrici non persero quindi l’occasione per il lancio dei telefonini, che diventarono immediatamente un gadget imperdibile tra i calciatori, e in tutto il mondo sportivo.

Rimangono tuttora famose le parole di Walter Zenga che, in articolo pubblicato sulla rivista “Selezionando Sip”, aveva dichiarato che tutti i suoi colleghi erano vittima della “cellular dipendenza”. Forse, però, l’aneddoto più divertente, sempre riportato dalla rivista della Sip, non riguarda un calciatore bensì un ciclista, Marco Cipollini. In una tappa del giro, infatti, Supermario si era dilettato in una telefonata direttamente dalla bici, con una mano al telefono e l’altra ancora sul manubrio.

Tra i primi cellulari di quegli anni che ricordiamo ci sono i Motorola, con antenna esterna e sportellino. Un esempio è il Micro Tac, con le sue varie versioni in vendita dal 1989 al 1998. A vederlo oggi il nome può sembrare buffo o inappropriato, ma all’epoca era il più leggero e compatto sul mercato.

E le dimensioni del telefono sono nulla se paragonate a quelle del carica batterie, che per i primi modelli era un grande contenitore di plastica che ospitava l’intero telefono. Non si trattava certo della moderna spina con un filo a cui attacare il telefonino, pratica e comoda da portare in giro.

In quegli anni anche Ericsson ha vissuto il suo momento di gloria, con il GF 768, uscito nel 1997. Piccolissimo e leggerissimo per l’epoca, ma vogliamo ripensare a quando arrivava un sms più lungo? Sullo schermo non c’era spazio che per una riga alla volta, e leggere i messaggi poteva diventare davvero impegnativo.

E dopo l’era Motorola ed Ericsson, ebbe inizio il successo di Nokia: chi non ricorda i famosi modelli 3210, in vendita dal 1999, ed il 3310, sul mercato dall’anno dopo? Piccoli (almeno per i tempi in cui sono usciti), con antenna integrata, maneggevoli e soprattutto indistruttibili.

Con questi modelli arrivarono anche le tantissime mascherine colorate, per non parlare dei primi giochi. Il gioco più famoso in assoluto rimarrà per sempre Snake, il serpentone che mangiava pallini e si allungava sempre di più, diventando ingestibile all’interno del piccolo schermo.

Non dimentichiamoci poi dei telefoni a “conchiglia”, che ci fanno tornare alla Motorola, che introdusse questa nuova forma subito ben accolta dal mercato. Uno dei primi era il Motorola V66, in cui il display era ancora in bianco e nero, ma l’illuminazione era blu.

Per Motorola il cellulare a “conchiglia” di maggior successo fu però  il RAZR V3, sia per la sua lines, (era il più sottile sul mercato e leggerissimo), sia per le sue caratteristiche: questo modello aveva una fotocamera integrata con zoom digitale, suonerie mp3 e un display da 262.000 colori, più grande rispetto ai concorrenti per visualizzare meglio le foto.

Si arrivò poi ad un’altra generazione di telefoni, iniziando con il Blackberry, fino agli ultimi touchscreen come iPhone, htc e Samsung. Ma questa è tutta un’altra storia…

Qual è stato il vostro primo cellulare, e quanto tempo siete riusciti a tenerlo, pochi mesi o anni? Fateci sapere qual è quello di cui sentite la mancanza!