Moto anni 70: i 10 migliori bolidi d'epoca

Su Kijiji facciamo la classifica delle 7 migliori moto anni 70: Honda contro Yamaha e Kawasaki, questi sono duelli che hanno diviso una generazione!

moto anni 70

Le moto anni 70 hanno portato una svolta nella storia del motociclismo. Se fino al decennio precedente a farla da padrone erano le moto italiane ed inglesi, che all’epoca non avevano grande fama di affidabilità ed alte prestazioni, negli anni 70 una nuova generazione di moto giapponesi si impose sul mercato.

Le nuove superbike giapponesi, a partire dalle mitiche Honda CB, erano sicure, dai bassi consumi e dalle alte prestazioni. Presto si imposero di prepotenza sul mercato, venendo incontro all’esigenza dei centauri dell’epoca di sacrificare la comodità in nome delle prestazioni.

Ma le case motociclistiche italiane, tedesche, e anglosassoni, ci misero poco ad adeguarsi al nuovo standard delle moto anni 70, con linee rinnovate e adeguamenti tecnologici. Oggi vogliamo ricordare 7 indimenticabili moto anni 70, i migliori bolidi di quel mitico decennio che sono ancora oggi ambitissime dagli appassionati, da ritrovare tutte nella sezione Moto di Kijiji.

1)      Honda CB750

honda cb750

La prima superbike della storia: l’impatto della Honda CB750 sul mondo del motociclismo dalla sua prima apparizione nel 1969 in poi fu devastante. Tante le innovazioni tecniche che la CB750 portava in dote, una su tutte il motore trasversale a 4 cilindri con albero a camme in testa, che poi divenne lo standard per le superbike. Aggiungete a questo novità come l’accensione elettrica, il freno a disco anteriore, e un cambio a 5 marce, unito a una potenza del motore di 67 CV per circa 200 km/h di velocità massima, ed avrete una delle moto più rivoluzionarie della storia.

2)      Yamaha RD350

yamaha rd350

Una superbike giapponese di dimensioni più ridotte, legata indissolubilmente all’immaginario degli anni 70, a quel filone di moto dalle linee agili, ma grintose e aggressive allo stesso tempo. La Yamaha RD350, lanciata nel 1973, poteva vantare un motore a due tempi bicilindrico, raffreddato ad aria e con valvola lamellare, con una potenza di 39 CV e una velocità massima di 160 km/h. Abbastanza per competere alla pari con i modelli dotati di motore a 4 tempi dell’epoca, anche in virtù del prezzo contenuto che ne faceva una moto adatta a tutte le tasche.

3)      Kawasaki Z1 900

kawasaki z1 900

Tra i titani delle moto anni 70 giapponesi non può che figurare anche la mitica Kawasaki Z1, la principale rivale della Honda CB750. Già dagli anni 60 infatti la Kawasaki lavorava ad una moto con motore da 750 cc a 4 tempi, ma fu battuta sul tempo proprio dalla Honda. La casa giapponese decise allora di puntare su una cilindrata ancora più grande, portando il motore a 903 cc. La moto, uscita nel 1972, aveva sempre un motore 4 cilindri a 4 tempi con doppio albero a camme in testa, con una potenza di 82 CV e 210 km/h di velocità massima, ed un’accelerazione pari a quella di una Corvette Z06.

4)      BMW R75/5

bmw r75

La risposta della casa bavarese all’invasione delle moto giapponesi, e alla nuova mania che si stava diffondendo in Europa delle moto sportive. Uscita nel 1970 in contemporanea ai modelli R50/5 (da 500 cc), e R60/5 (da 600 cc), la BMW R75/5 da 750 cc di cilindrata ebbe il merito di riportare in auge la gloriosa tradizione delle moto BMW. Si trattava del modello più potente e poderoso del trio, e anche quello dal’impatto più forte, capace di rivaleggiare con le altre superbike grazie al suo motore due cilindri boxer da 57 CV, ripreso per intero dal suo predecessore, la BMW R69/S.

5)      Harley-Davidson XLCR1000 “Café Racer”

harley xlcr 1000

La “pecora nera” nel panorama delle moto Harley-Davidson: se la casa di Milwaukee è infatti conosciuta soprattutto per i suoi imponenti cruiser, con la XLCR tentò l’esperimento di lanciare una moto dalle linee chiaramente ispirate alle sportive europee e giapponesi. Il nome stesso rimandava al fenomeno dei “café racer”, gli appassionati di moto sportive da modificare. Disponibile solamente in nero, la XLCR univa linee agili ad un motore V-twin da 997 cc per circa 60 CV, alimentato da un carburatore Keihin da 38 mm. Lanciata nel 1977, fu prodotta in poco più di 3000 esemplari, ed è per questo oggi un modello raro e ricercatissimo.

6)      Ducati 750 SS

ducati 750 ss

Tra le moto sportive italiane degli anni 70, la Ducati 750 SS è stata senza dubbio uno dei modelli più iconici e performanti, vero simbolo dell’eccellenza italiana nel campo dei motori come tanti altri modelli della casa bolognese. Questo modello nacque come versione da strada della 750 Sport, la moto da corsa con cui la Ducati nel 1972 realizzò la storica doppietta alla 200 miglia di Imola, con Paul Smart e Bruno Spaggiari rispettivamente primo e secondo. La versione da strada uscì nel 1973 e fu prodotta in soli 1200 esemplari, rendendola un esemplare rarissimo a tutt’oggi. Il motore, ripreso dalla GT 750, era un bicilindrico a V a 4 tempi da 72 CV, a distribuzione desmodromica.

7)      Moto Guzzi V7 Special

guzzi v7 special

Questa Gran Turismo lanciata nel 1969 è probabilmente il primo modello che salta alla mente pensando alle moto anni 70 prodotte dalla casa di Mandello del Lario. La V7 Special altro non era che l’aggiornamento della vecchia V7, a cui fu aumentata la cilindrata da 700 a 757 cc per un incremento di potenza a 60 CV. Per il resto, il motore era lo stesso bicilindrico a 4 tempi a V con angolo di 90°, il marchio di fabbrica della Moto Guzzi. La V7 Special riscosse grande successo anche negli Stati Uniti, dove riuscì a dare filo da torcere al dominio delle Harley-Davidson, presentandosi come la più “americana” tra le moto italiane.

8)      Laverda 750 SF

laverda

La casa produttrice veneta, oggi scomparsa, ha conosciuto la sua più grande stagione di gloria proprio negli anni 70, soprattutto grazie al suo modello di punta, la Laverda 750 SF. Fin dal suo lancio nel 1970, la Laverda si guadagnò la fama di moto indistruttibile: merito soprattutto del pesante motore 4 tempi bicilindrico parallelo da 60 CV, che poteva vantare ben cinque cuscinetti principali. Altra caratteristica peculiare erano i freni a tamburo con ventola per il raffreddamento, da cui derivava la sigla SF (Super Freni). La Laverda fu esibita anche al museo Guggenheim di New York nel 1999 come una delle moto anni 70 più iconiche.

9)      Triumph Trident T160

triumph trident t160

La Trident T160 fu l’ultima grande moto prodotta dalla casa inglese Triumph prima della crisi e della successiva rinascita negli anni 80. Lanciata nel 1974 come ultimo tentativo di insidiare il primato delle moto giapponesi, la T160 vendette poco più di 7000 esemplari prima della fine della produzione nel 1976, ma si ritagliò comunque un posto nella leggenda. Si trattava essenzialmente di un aggiornamento della T150V, ridisegnata con linee più accattivanti, accensione elettrica, freni a disco, e con il motore da 740 cc con i cilindri inclinati in avanti per migliorare la distribuzione del peso.

10)      Suzuki GS750

suzuki gs 750

Sebbene lanciata solo nel 1977, la Suzuki GS750 riuscì a contendere il primato di regina delle moto giapponesi alla Kawasaki Z1 900 e alla Honda CB750. Nonostante la potenza di 68 CV, minore delle rivali dell’epoca, la GS750 si distinse per un migliore controllo, unito ad affidabilità e leggerezza. La GS750 fu il primo esemplare a 4 tempi della casa giapponese, con un motore a 4 cilindri in linea che poteva raggiungere la velocità massima di 193 km/h, e riuscì nel tempo ad imporsi come lo standard per le moto giapponesi.