Le schede telefoniche Telecom: tra telefonate anni 90 e collezionismo

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Quanti di noi in tempi recenti hanno utilizzato una cabina telefonica? Sicuramente non molti. Nell’era degli smartphone le cabine sono un oggetto sempre più raro nelle strade delle nostre città, ormai un ricordo del passato che viene sistematicamente rimosso o perlomeno abbandonato.

Ma fino ai primi anni 2000 le cabine telefoniche erano parte della vita quotidiana di tutti, e con esse altri due oggetti ormai andati in disuso, ma necessari per effettuare le chiamate: i gettoni e le schede telefoniche.

Queste ultime in particolare sono state molto più di un semplice strumento per telefonare, ma una vera e propria mania che soprattutto chi è stato giovane negli anni 90 non può dimenticare.

schede telefoniche

Quando si ricordano le schede telefoniche oggi, si pensa soprattutto al collezionismo: una passione che è esplosa e ha toccato il suo apice proprio negli anni 90. All’epoca tanti, soprattutto tra i più giovani, riempivano interi album di schede telefoniche, e facevano a gara ad accaparrarsi gli esemplari più rari in circolazione.

Ma il collezionismo di schede telefoniche non è certo svanito insieme alle cabine: ancora oggi gli appassionati di tutta Italia sono tantissimi, grazie anche a quel fascino vintage che rende le schede telefoniche un ricordo un po’ nostalgico di un’epoca che non c’è più.

Breve storia delle schede

L’invenzione delle schede telefoniche si deve ad una tecnologia tutta italiana: quella della SIDA, società produttrice di distributori automatici che nel 1975 venne incaricata dalla SIP di ideare un metodo per diminuire le frodi che avvenivano regolarmente con i telefoni a gettone.

Nacque così nel 1976 la prima carta telefonica prepagata, all’inizio niente più che un prototipo che funzionava solamente in alcune cabine installate appositamente nella zona di Villa Borghese a Roma. Oggi la cosiddetta SIDA zero è considerata un esemplare rarissimo per i collezionisti, con un valore di mercato che arriva a toccare i 1000 euro.

scheda telefonica sida zero

Tutte le carte telefoniche risalenti al primo periodo in cui entrarono in commercio, chiamate in gergo le “SIDA”, mantengono un valore molto alto. Queste schede avevano un design molto semplice ed erano contraddistinte dalla banda magnetica verticale.

Verso la metà degli anni 80, l’uso delle schede telefoniche iniziò a prendere piede grazie soprattutto alla sostituzione dei vecchi telefoni a gettone con i più moderni Rotor, che potevano accettare anche le carte.

Si diffuse così la nuova generazione di schede URMET, dal nome della società che ne detiene il brevetto, oggi relativamente più diffuse. Si trattava delle prime schede ad introdurre la banda magnetica orizzontale, e ne furono prodotte due serie, la “Bianca” e la “Rossa”.

scheda urmet rossa

Fu soltanto nel 1994 però, con il passaggio da SIP a Telecom, che si ebbe un boom del collezionismo di schede telefoniche. La Telecom finalmente capì le potenzialità commerciali delle schede derivanti dal collezionismo, e iniziò a produrre le prime serie personalizzate pensate appositamente per questo scopo.

Negli anni 90 tutti i telefoni pubblici installarono definitivamente i lettori a scheda magnetica, e si stabilirono ufficialmente i tre tagli principali da 5.000, 10.000 e 15.000 lire: è l’inizio del boom delle schede telefoniche.

A testimonianza dello straordinario successo raggiunto dalle schede, basti sapere che solo nel 1998 più di 130.000 persone contattarono la Telecom per ricevere mailing-list e cataloghi con gli aggiornamenti sulle ultime schede in uscita.

Tipi di schede telefoniche e gli esemplari più rari

Le prime schede illustrate emesse per il mercato dei collezionisti furono le cosiddette turistiche, raffiguranti alcuni importanti monumenti e luoghi di interesse artistico delle diverse regioni d’Italia.

Di questa serie sono oggi ricercatissimi dai collezionisti i primi prototipi, realizzati come prove di sviluppo della serie: la più rara e più ambita a tutt’oggi è quella raffigurante la Torre di Pisa.

scheda telefonica torre di pisa

È con la produzione della serie di queste schede, dedicate alle bellezze turistiche d’Italia, che la diffusione di questi oggetti diventa capillare. L’idea era semplice e geniale: dare visibilità ai principali monumenti e località di interesse storico, e allo stesso abbellire e rendere uniche schede altrimenti un po’ anonime. Oltre che per i già citati prototipi, le schede turistiche sono di interesse per i collezionisti perché per ogni soggetto esistevano almeno due o tre varianti, lievemente difformi l’una dall’altra ma tali da rendere questi oggetti ancora più appetibili per i cacciatori di schede di oggi.

scheda duomo monreale

I soggetti raffigurati erano in tutto quaranta, due per ogni regione; i bozzetti venivano discussi e approvati dagli Assessorati al Turismo delle regioni, e per la scelta delle località da rappresentare scoppiarono vere e proprie polemiche tra i singoli enti locali, ciascuno alla ricerca di visibilità sulle schede telefoniche.

Con questa serie si entra negli anni Novanta, in cui le schede telefoniche diventano un oggetto assai diffuso in tutta Italia.

Altre schede considerate molto rare sono quelle della serie dei Numeri Utili, dette le “Svegliette”, prodotte in tiratura molto limitata e risalenti addirittura al 1986.

schede telefoniche numeri utili

Tra le schede telefoniche Telecom, la più rara è senza dubbio la Labirinto, di cui esistono soli 6.500 esemplari perché le giacenze di magazzino andarono distrutte.

scheda enigmistica

Altri esemplari particolarmente richiesti dai collezionisti sono le schede bilingue in italiano e tedesco prodotte appositamente per l’Alto Adige, e le schede omaggio che venivano date da aziende private in regalo ai propri clienti, di cui esistono una miriade di esemplari diversi e difficilmente catalogabili.

Ma le schede di quegli anni non erano soltanto rare, e spesso quelle di cui ci si ricorda meglio sono quelle a tiratura maggiore. Tra esse, ad esempio, la trottola di Seat:

scheda telefonica trottola

Piuttosto che della serie “La scheda è una cosa meravigliosa”, col caro vecchio squattrinato che affermava: “non ho più monete, per fortuna c’è la scheda”.

scheda cosa meravigliosa

In genere, comunque, le schede telefoniche da collezionare si possono dividere in alcune grandi categorie: le schede pubbliche precursorie, ovvero le prime carte prodotte dalle origini fino alla fine del dominio Urmet; le schede ordinarie, prodotte da Sip/Telecom e di più ampia tiratura; le schede pubblicitarie commissionate dalla Telecom ad aziende private per scopi promozionali; e infine le schede tematiche e speciali, prodotte in tiratura limitata e dedicate a temi specifici o eventi particolari, come quelle dei Mondiali di Italia ’90.

Gli introvabili Panini

C’è un caso in cui il collezionismo di schede telefoniche si intreccia con quello di un altro oggetto di culto, le figurine dei calciatori Panini. La Telecom decise di produrre una serie di schede che raffiguravano otto calciatori del campionato italiano, la cui figurina era assente nell’album Panini (la maggior parte di essi avevano infatti cambiato squadra a stagione in corso). Si trattava di Maurizio Ganz (Milan), Edgar Davids (Juventus), José Antonio Chamot (Lazio), Alvaro Recoba (Inter), Edmundo (Fiorentina), Faustino Asprilla (Parma), Carlos Antonio Zago (Roma) e Giancarlo Giannini (Lecce). La serie ottenne subito un’enorme popolarità, grazie anche a una tiratura imponente.

schede calciatori

E all’estero?

La mania di collezionare schede telefoniche non è ovviamente una specialità tutta italiana. Ogni paese ha messo in circolazione nei decenni scorsi tantissimi oggetti di questi tipo e ovunque ci sono collezionisti pronti ad allargare la propria raccolta con oggetti provenienti dall’estero, oggi grazie soprattutto a internet. Nei siti specializzati si trova di tutto, con cataloghi in grado di registrare ben 172 schede di Antigua e Barbuda o a 211 di Città del Vaticano, per non citare le migliaia dei grandi paesi. Tra le più celebri a livello internazionale ci sono le schede della British Telecom – la Gran Bretagna fu uno dei primi paesi assieme all’Italia a mettere in circolazione le schede telefoniche.

scheda telefonica bt

Valutare la propria collezione

Pensare che oggi il collezionismo di schede telefoniche sia scomparso insieme alle cabine o, ancor peggio, sbarazzarsi di una vecchia collezione, sarebbe un grave errore. Al contrario, chi ne conserva ancora potrebbe avere tra le mani una piccola fortuna.

Il commercio e lo scambio di schede rare e d’annata è ancora vivo e florido: tanti sono i siti internet dove è possibile comprare e vendere schede, e reperire informazioni sul valore della propria collezione.

schede telefoniche 2

Valutare la propria collezione non è facile, in quanto non esistono criteri di valutazione univoci ma è necessario esaminare caso per caso. Naturalmente alcuni criteri importanti sono l’età e la tiratura delle schede: più vecchie e più rare sono, più alto il valore.

Non è sufficiente però essere in possesso di una scheda particolarmente vecchia o rara: è necessario che vi sia anche un buono stato di conservazione, e in particolare che la banda magnetica non sia smagnetizzata. Una scheda usata può avere un valore anche di molto inferiore rispetto ad una intatta.

Per farsi un’idea più dettagliata del valore delle schede in proprio possesso, può essere utile dare uno sguardo ai prezzi presenti in portali di annunci come Kijiji, dove lo scambio di schede è molto florido.

Per una corretta valutazione, anche il parere di alcuni esperti può rivelarsi utile, possibilmente più di uno per avere un quadro completo. Siti di specialisti come questo o questo offrono valutazioni personalizzate delle collezioni di schede telefoniche.

Una volta che avrete valutato la vostra collezione, sarete pronti per metterla in vendita, magari inserendo un annuncio su Kijiji. Oppure potreste cercare qualche scheda da collezione tra i tanti annunci presenti sul nostro portale.