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    Vendo prova di stampa di Francesco Messina - 2

    Vendo prova di stampa di Francesco Messina. Dimensioni 55 x 75. Francesco Messina è l' autore del cavallo di bronzo che si trova all' ingresso della sede principale della Rai a Roma. Note biografiche dell' autore: Francesco Messina nasce a Linguaglossa in provincia di Catania in una famiglia molto povera. Cresciuto a Genova dove ha studiato e vissuto fino all'età di trentadue anni, si trasferì da qui a Milano. Ã?^ considerato dalla critica tra i più grandi scultori figurativi del Novecento italiano, insieme a Giacomo Manzù, Arturo Martini, Marino Marini, Felice Mina. Ã?^ l'autore di alcuni dei maggiori monumenti del Novecento italiano: Santa Caterina da Siena (1961/2)[1], collocata sul lungotevere di Castel Sant'Angelo (che raffigura la cantante ed attrice Maria Sole, utilizzata da Messina come modella[2]); la Via Crucis di San Giovanni Rotondo; il Cavallo morente della RAI; il Monumento a Pio XII nella Basilica di S. Pietro. Le sue opere figurano nei più prestigiosi musei del mondo: Berna, Zurigo, Göteborg, Oslo, Monaco di Baviera, Parigi, Barcellona, Berlino, San Paolo del Brasile, Buenos Aires, Venezia, Mosca, San Pietroburgo, Vienna, Washington, Tokio. Dal 1922 iniziò ad esporre regolarmente le sue opere alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia e tra il 1926 e il 1929 partecipò alle esposizioni del gruppo artistico Il Novecento Italiano a Milano. Nel 1932 si trasferisce a Milano, dove ottiene dopo un concorso nazionale, nel 1934 la cattedra di scultura presso l'Accademia Brera di cui divenne, dopo soli due anni, il direttore. Il nuovo Regisole (1937) davanti al Duomo di Pavia In quegli anni scrive di lui Carlo Carrà: "la scultura di Francesco Messina si caratterizza per un fare semplice e grandioso e per procedimento idealistico e classico, in grado di dar vita a forme che restano come "immagini ideali". (Carlo Carrà, Francesco Messina scultore, Galleria Milano, marzo 1929). Negli anni trenta partecipa a molte importanti mostre collettive d'arte italiana a Barcellona, Berlino, Berna, Göteborg, Monaco di Baviera, Oslo, Parigi, San Paolo del Brasile, Zurigo. Nel 1934 esegue Giobbe, scultura in bronzo, oggi conservato nella Raccolta di Arte Contemporanea del Duomo di Ravello. Nel 1935 esegue il grande monumento a Cristoforo Colombo nella città di Chiavari. Nel 1936 è nominato direttore dell'Accademia di Brera, carica che manterrà fino al 1944. Nel 1937 esegue per la città di Pavia il monumento equestre, detto del â€Å"Regisole”, a ricordo di un altro monumento romano dedicato all'imperatore Antonino Pio e distrutto dai soldati francesi nel 1796. Nello stesso anno realizza il Ritratto di Salvatore Quasimodo, busto in bronzo. Nel 1938 Giorgio de Chirico a Roma e Salvatore Quasimodo a Torino presentano due sue mostre personali. Scolpisce il gruppo monumentale in marmo di San Carlo recante il perdono ai deputati ospitalieri per l'Ospedale Maggiore di Niguarda a Milano. Nel 1942 vince il Premio di Scultura alla XXIII Biennale Internazionale d'arte di Venezia, dove tiene una mostra personale con quindici sculture e diciassette disegni. Nel 1943 è nominato Accademico d'Italia. Caduto il regime fascista fu temporaneamente allontanato dall'Accademia, per il solo fatto di esserne stato direttore nel periodo fascista, riottenendo però, già nel 1947 la cattedra di scultura. Sempre nel 1947 partecipa all'esposizione di scultura e grafica a Buenos Aires nella Galleria Muller riscuotendo notevole successo. Nel 1949 espone alla 3rd Sculpture International di Filadelfia assieme a Marino Marini e Picasso. Nel 1956 partecipa con una mostra personale alla XXVIII Biennale di Venezia. Nel 1963 esegue il grande monumento a Pio XII per la Basilica di San Pietro in Roma e il busto di Pietro Mascagni per il Teatro alla Scala. Nello stesso anno a Firenze gli viene conferito il Premio Michelangelo per la scultura. Nel 1966 esegue su commissione il Cavallo morente per la Rai, che diverrà il simbolo dell'azienda pubblica radiotelevisiva e che è esposta all'ingresso della sede principale a Roma. Romantica, 1973 ca. (Fondazione Cariplo) Nel 1968 esegue il monumento a Pio XI per il Duomo di Milano. Nei primi anni settanta gli viene assegnata la Sala Borgia della Galleria vaticana Paolo VI, dedicata all'arte sacra contemporanea, come sede di un'esposizione permanente di venti opere di soggetto sacro. Nel 1974 viene aperto a Milano il Civico museo-studio Francesco Messina nell'antica chiesa sconsacrata di San Sisto al Carrobbio. In quello che sarà fino alla sua morte lo studio ufficiale dell'artista, espone permanentemente circa ottanta sculture (gessi, terrecotte policrome, bronzi, cere) e una trentina di opere grafiche (litografie, pastelli, acquarelli, disegni a matita) donate al Comune di Milano. Nel 1978 partecipa a due grandi mostre in Unione Sovietica presso il Museo Puskin di Mosca e l'Ermitage di Leningrado che poi aprirono delle sale dedicate grazie alla donazione di circa 40 opere di scultura e altrettante di grafica. Nel 1981 nell'ex chiesa di San Francesco a Pordenone si tiene una mostra di disegni inediti[3] e contemporaneamente una mostra scultorea presso il Palazzo Ragazzoni-Flangini-Bili di Sacile. Tra il 1984 ed il 1986 vengono esposte le sue sculture al Theseus Tempel di Vienna, allo Hirshhorn Museum di Washington ed alla Gallery Universe di Tokyo Fino alla sua morte, avvenuta nel 1995 a Milano, continua il suo lavoro di scultore e pittore e, assistito dalla figlia Paola, corregge e completa le numerose biografie a lui dedicate e pubblicate in tutto il mondo. Monumentali cavalli di bronzo[modifica | modifica wikitesto] Tra le opere più celebri dello scultore siciliano c'è il "Cavallo morente" esposto all'ingresso della sede principale della Rai, in viale Mazzini 14 a Roma. L'opera in bronzo misura 4,60 metri di altezza e 5,50 di lunghezza, pesa 25 quintali (compresa la base). L'opera fu commissionata all'artista nel 1964 dall'allora Direttore Generale Bernardi e fu condotto a termine in due anni. Il 5 novembre 1966 fu collocata nell'attuale sede. L'opera in bronzo è stata restaurata recentemente dall'Istituto Centrale per il Restauro del Ministero per i Beni Culturali. Il lavoro è durato 6 mesi ed ha visto impegnati due restauratori e quattro allievi restauratori. A distanza di oltre quarant'anni dall'installazione dell'opera, il cavallo di bronzo della Rai resta il principale e più popolare simbolo dell'azienda radiotelevisiva pubblica. Meno noti al grande pubblico, sono le quattro grandi statue in bronzo che raffigurano cavalli in movimento. Le dimensioni di quest'opera unica sono pari a quelle naturali. I quattro modelli in gesso furono realizzati nel 1941 per il progetto di una maestosa opera civile, costituita da una quadriga in bronzo, destinata al prospetto del Palazzo dei Congressi, nel quartiere EUR di Roma. L'opera finita prevedeva dimensioni doppie rispetto alla grandezza naturale (altezza 4,50 metri, larghezza 6,30), ma non venne mai realizzata a causa della guerra. I modelli in gesso, rimasti nella disponibilità di Francesco Messina, furono successivamente fusi in bronzo a spese dell'amico dello scultore, Giovanni Leone che acquistò l'opera. I quattro calchi in gesso per effetto della fusione furono poi distrutti alla presenza dell'artista stesso in modo da rendere la realizzazione un'opera unica. Dal 1970 l'opera in bronzo è esposta nella proprietà privata di Giovanni Leone alle porte di Formello. [1]. I quattro cavalli misurano circa 2,16 metri di altezza alla testa, 2,66 metri di lunghezza e 96 centimetri di larghezza e sono posti uno accanto all'altro dove due cavalli guardano verso la propria destra e due verso sinistra. L'opera in bronzo è citata dallo scrittore Piero Chiara nel suo libro Una storia italiana:il caso Leone, edito da Sperling & Kupfer nel 1985. Sono stati esposti a Expo 2015 lungo il Decumano, nei pressi dello stand di Eataly. Opere principali Museo Messina, ex Chiesa di San Sisto, Milano Pugilatore a Torino, Galleria civica d'arte moderna e contemporanea (1929) Nuotatore sulla spiaggia a Roma, Galleria nazionale d'arte moderna (1930) Giobbe, Ravello, Raccolta d'Arte Contemporanea, (1934) Monumento a Cristoforo Colombo a Chiavari (1935) Monumento equestre Regisole (o Raggiasole) a Pavia (1937), in memoria del monumento romano dell'Imperatore Antonino Pio distrutto nel 1796 San Carlo e i Deputati, Milano, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (1938) Monumento Minerva armata a Pavia, città universitaria (1938) Statua di Costanzo Ciano a La Spezia, Museo tecnico navale (1940) I quattro cavalli di bronzo, Formello (Le Rughe) 1941 - 1970, collezione Leone Statue del Cimitero monumentale di Milano, della Chiesa di Sant'Eugenio di Roma, e della Cittadella Cristiana di Assisi (1950-1960) Busto di Giacomo Puccini, Teatro alla Scala di Milano (1958) Beatrice a Dallas, South Methodist University (1959) Monumento marmoreo a Santa Caterina da Siena, collocato a Castel Sant'Angelo in Roma (1961-1962) Monumento a Pio XII, Basilica di San Pietro, Città del Vaticano (1963) Busto di Pietro Mascagni, Teatro della Scala di Milano (1963) Cavallo Morente, Palazzo RAI in Roma (1966) Monumento a Pio XI, Duomo di Milano (1968) Monumentale Via Crucis con Madonna con Bambino in marmo di Carrara e Statua della Resurrezione di Cristo di sei metri di altezza, San Giovanni Rotondo (1968-1980) Ritratto di Ranieri III, Principe di Monaco (1974) Stallone ferito a Catania, piazza Galatea Romantica a Catania, in piazza Europa Il mattino della Resurrezione, o Maddalena davanti al sepolcro, a Dovadola, presso Forlì, nel Museo dedicato a Benedetta Bianchi Porro Medaglia commemorativa del traforo del Gran Sasso creata da Francesco Messina (1980) Una scelta delle sue opere (circa 100) è conservata nella Chiesa sconsacrata di San Sisto a Milano Premi e riconoscimenti Premio scultura nel 1942 alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia Cittadino onorario della città di Milano dal 1975 In Maggio del 1975 è nominato cittadino onorario di Milano. Nel 1979 la Pinacoteca di Stato di Monaco di Baviera organizza una grande esposizione di scultura e grafica. Accademico honoris causa dell'Accademia delle Belle Arti dell'Unione Sovietica dal 1988 e accademico onorario dal 1990

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    Vendo Acquatinta di Giancarlo Vitali - 9

    Vendo Acquatinta di Giancarlo Vitali dal titolo "Studio per una maternità", anno 1984. La vendo a 350€ contro i 500€ che è il suo valore di mercato, con uno sconto quindi del 30%. Le dimensioni del quadro sono 46 x 55 cm. Biografia dell' autore: Giancarlo Vitali (Bellano, 29 novembre 1929) è un pittore italiano contemporaneo. Nasce a Bellano sulla sponda lecchese del Lago di Como, in una famiglia di pescatori. Inizia a dipingere a quindici anni, dopo un periodo di lavoro all'Istituto d'Arti grafiche di Bergamo. Espone la sua prima opera all'Angelicum di Milano nel 1947 in occasione della Biennale d'Arte Sacra. Nel 1949, partecipa alla stessa Biennale con due opere, Visitazione e Cena in Emmaus e riceve calorosi apprezzamenti da Carlo Carrà. Rinuncia alla borsa di studio all'accademia di Brera vista l'impossibilità da parte della famiglia di mantenerlo a Milano. Per Vitali pittore si apre a questo punto una lunga parentesi di silenzio. Inizia l'attività d'incisore nel 1981 su sollecitazione del figlio Velasco, anch'egli pittore. Ã^ il 1983 quando Giovanni Testori avendo visto per caso la riproduzione di un coniglio squartato, gli fa visita. Nasce da questo incontro un rapporto di reciproca stima che si trasforma presto in una grande amicizia. L'anno successivo Testori gli dedica un articolo sulla terza pagina del “Corriere della Sera” e organizza a Milano (1985) quella che si può considerare la prima personale. Nel 1987 la grande mostra di Lecco "La famiglia dei ritratti", curata sempre da Testori, al Museo di Villa Manzoni, Lecco. Da quel momento espone in molte sedi pubbliche e private, pubblica numerosi cataloghi e cartelle di incisione. Alla fine degli anni ottanta, esegue alcune opere pubbliche e tra queste, i ritratti di benefattori dell'Ospedale Maggiore di Milano per la quadreria della Ca' Granda. Mostre 2008 - * Ritratto di pollame, carne, rose e girasoli. Casa dei costruttori, Lecco. A cura di Carlo Bertelli e Mario Botta. Allestimento Mario Botta. 2007 - Giancarlo Vitali opere, Istituto Italiano di Cultura - Madrid. 2005 - Cartella Clinica, diario di un soggiorno indesiderato. Dipinti e disegni nell'aula magna dell'Ospedale di Lecco. 2003 - L'Oltranza della pittura, in ricordo di Giovanni Testori. Spazio Cinquesensi, Milano. 2002 - La musica dipinta, disegni e oli. Spazio Cinquesensi - Milano. 2001 - Giancarlo Vitali - D'après, Arsmedia â€" Bergamo; nel 2002 arricchita di disegni e olii, la stessa mostra viene riproposta dalla Compagnia del disegno - Milano. 2000 - Il Paese del Pittore, omaggio del Comune di Bellano in occasione dei settant'anni. Spazi industriali dell'ex Cotonificio Cantoni. 2000 - Lunario Minimo, organizzata dal Comune di Cento in collaborazione con Promoart di Ferrara, chiesa sconsacrata di San Lorenzo. 1999 - La Biblioteca Comunale di Milano allestisce a palazzo Sormani una mostra, presentata da Giancarlo Consonni, con più di 100 opere su carta. La Galleria del Cantico del convento di San Damiano ad Assisi ospita la mostra Le stagioni della Vita, presentata da Domenico Montalto. 1997 - La Memoria Sottile, Musei Civici di Lecco. Oltre cento disegni. 1996 - Una grande antologia curata da Marco Goldin, è allestita a palazzo Sarcinelli di Conegliano. 1994 â€" Giancarlo Vitali, Antologica dell'opera incisa organizzata dalla Civica Raccolta Bertarelli nella sala Castellana del Castello Sforzesco di Milano. 1991 - Le forme del tempo, omaggio alla figura “dell'abate-paleontologo” Antonio Stoppani. Musei Civici di Lecco, Villa Manzoni e Galleria Bellinzona. 1987 - La famiglia dei ritratti, curata ancora da Testori e allestita dai Musei Civici di Lecco. 1985 - Giancarlo Vitali, a cura di Giovanni Testori. La Compagnia del Disegno, Milano. Si può considerare la prima personale. In questi anni seguiranno altre mostre in località diverse. Pubblicazioni Ritratto di pollame, carne, rose e girasoli. Editore Motta, Milano. 2008. A cura di Carlo Bertelli e Mario Botta. Allestimento Mario Botta Giancarlo Vitali, dipinti, incisioni e disegni. Testi di L. Castellucci. Florence packaging. 2007. Cartella Clinica. Testo critico di Marco Vallora. Testi di Giancarlo Vitali e Andrea Vitali (scrittore vincitore nel 2007 del premio Bancarella. Ã^ il medico di G.Vitali). A cura dell'Ospedale Manzoni di Lecco. Editore Cattaneo, 2005. Dono di luoghi. Poesie di Giancarlo Consonni. A cura dell'Associazione Costruttori di Lecco. Edizioni Itaca, 2004. L'Oltranza della pittura. Raccolta degli scritti di Giovanni Testori sull'opera di Giancarlo Vitali. Edizioni Itaca, 2003. D'Après. Prefazione di Giuliano Collina, testo critico di Giovanni Testori. Edizioni Itaca, 2001. Il paese del pittore. Testo critico di Marco Fragonara, una poesia di Tonino Guerra e un testo di Andrea Vitali. DeAgostini Rizzoli, 2000. Lunario Minimo. introduzione di Ludovico Pratesi, editore DeAgostini Rizzoli, 2000. Le stagioni della vita. Prefazione di Domenico Montalto. Edizioni Itaca, 1999. La Memoria Sottile. Testi di Tiziana Rota, Marco Carminati e poesie di Valerio Magrelli. Edizioni Itaca. 1997. Vitali : opere 1945-1995. A cura di Marco Goldin. Electa, 1996. Catalogo generale dell'opera incisa. A cura di Paolo Bellini (docente di storia del disegno all'Università cattolica di Milano, direttore di Grafica d'Arte, curatore di mostre e concorsi di incisione. Unico italiano a collaborare all'Illustrated Bartsch). Edizioni Bellinzona - Linati â€" Stefanoni, 1994. Le forme del tempo. Introduzione di Alberto Longatti. Edizioni Bellinzona, 1991. La famiglia dei ritratti. Testo critico di Giovanni Testori. Electa, 1987. Giancarlo Vitali. A cura di Giovanni Testori. Edizioni La Compagnia del Disegno - Milano, 1985. Edizioni Cartelle di incisioni Suovetaurilia, 6 incisioni. Testo di Carlo Bertelli, edizioni Itaca â€" Milano 2008. Abitare, edita dall'Associazione costruttori edili della provincia di Lecco con 6 incisioni. Testo di Mario Botta, 2006. Omaggio al cantiere, Edita dall'Associazione costruttori edili della provincia di Lecco con 5 incisioni. Testo di Mario Sangiorgio. 2004. Concerto, 8 incisioni più 8 poesie di Giancarlo Consonni (poeta e architetto, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano), prefazione di Marco Vallora. 2002. Bestiario, 8 poesie di Giancarlo Consonni e 8 incisioni di Giancarlo Vitali con introduzione di Gina Lagorio, edizioni Itaca - Milano. 1999. Le forme del tempo, introduzione di Alberto Longatti. Edizioni Bellinzona 1991. 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Negli anni trenta partecipa a molte importanti mostre collettive d'arte italiana a Barcellona, Berlino, Berna, Göteborg, Monaco di Baviera, Oslo, Parigi, San Paolo del Brasile, Zurigo. Nel 1934 esegue Giobbe, scultura in bronzo, oggi conservato nella Raccolta di Arte Contemporanea del Duomo di Ravello. Nel 1935 esegue il grande monumento a Cristoforo Colombo nella città di Chiavari. Nel 1936 è nominato direttore dell'Accademia di Brera, carica che manterrà fino al 1944. Nel 1937 esegue per la città di Pavia il monumento equestre, detto del â€Å"Regisole”, a ricordo di un altro monumento romano dedicato all'imperatore Antonino Pio e distrutto dai soldati francesi nel 1796. Nello stesso anno realizza il Ritratto di Salvatore Quasimodo, busto in bronzo. Nel 1938 Giorgio de Chirico a Roma e Salvatore Quasimodo a Torino presentano due sue mostre personali. Scolpisce il gruppo monumentale in marmo di San Carlo recante il perdono ai deputati ospitalieri per l'Ospedale Maggiore di Niguarda a Milano. Nel 1942 vince il Premio di Scultura alla XXIII Biennale Internazionale d'arte di Venezia, dove tiene una mostra personale con quindici sculture e diciassette disegni. Nel 1943 è nominato Accademico d'Italia. Caduto il regime fascista fu temporaneamente allontanato dall'Accademia, per il solo fatto di esserne stato direttore nel periodo fascista, riottenendo però, già nel 1947 la cattedra di scultura. Sempre nel 1947 partecipa all'esposizione di scultura e grafica a Buenos Aires nella Galleria Muller riscuotendo notevole successo. Nel 1949 espone alla 3rd Sculpture International di Filadelfia assieme a Marino Marini e Picasso. Nel 1956 partecipa con una mostra personale alla XXVIII Biennale di Venezia. Nel 1963 esegue il grande monumento a Pio XII per la Basilica di San Pietro in Roma e il busto di Pietro Mascagni per il Teatro alla Scala. Nello stesso anno a Firenze gli viene conferito il Premio Michelangelo per la scultura. Nel 1966 esegue su commissione il Cavallo morente per la Rai, che diverrà il simbolo dell'azienda pubblica radiotelevisiva e che è esposta all'ingresso della sede principale a Roma. Romantica, 1973 ca. (Fondazione Cariplo) Nel 1968 esegue il monumento a Pio XI per il Duomo di Milano. Nei primi anni settanta gli viene assegnata la Sala Borgia della Galleria vaticana Paolo VI, dedicata all'arte sacra contemporanea, come sede di un'esposizione permanente di venti opere di soggetto sacro. Nel 1974 viene aperto a Milano il Civico museo-studio Francesco Messina nell'antica chiesa sconsacrata di San Sisto al Carrobbio. In quello che sarà fino alla sua morte lo studio ufficiale dell'artista, espone permanentemente circa ottanta sculture (gessi, terrecotte policrome, bronzi, cere) e una trentina di opere grafiche (litografie, pastelli, acquarelli, disegni a matita) donate al Comune di Milano. Nel 1978 partecipa a due grandi mostre in Unione Sovietica presso il Museo Puskin di Mosca e l'Ermitage di Leningrado che poi aprirono delle sale dedicate grazie alla donazione di circa 40 opere di scultura e altrettante di grafica. Nel 1981 nell'ex chiesa di San Francesco a Pordenone si tiene una mostra di disegni inediti[3] e contemporaneamente una mostra scultorea presso il Palazzo Ragazzoni-Flangini-Bili di Sacile. Tra il 1984 ed il 1986 vengono esposte le sue sculture al Theseus Tempel di Vienna, allo Hirshhorn Museum di Washington ed alla Gallery Universe di Tokyo Fino alla sua morte, avvenuta nel 1995 a Milano, continua il suo lavoro di scultore e pittore e, assistito dalla figlia Paola, corregge e completa le numerose biografie a lui dedicate e pubblicate in tutto il mondo. Monumentali cavalli di bronzo[modifica | modifica wikitesto] Tra le opere più celebri dello scultore siciliano c'è il "Cavallo morente" esposto all'ingresso della sede principale della Rai, in viale Mazzini 14 a Roma. L'opera in bronzo misura 4,60 metri di altezza e 5,50 di lunghezza, pesa 25 quintali (compresa la base). L'opera fu commissionata all'artista nel 1964 dall'allora Direttore Generale Bernardi e fu condotto a termine in due anni. Il 5 novembre 1966 fu collocata nell'attuale sede. L'opera in bronzo è stata restaurata recentemente dall'Istituto Centrale per il Restauro del Ministero per i Beni Culturali. Il lavoro è durato 6 mesi ed ha visto impegnati due restauratori e quattro allievi restauratori. A distanza di oltre quarant'anni dall'installazione dell'opera, il cavallo di bronzo della Rai resta il principale e più popolare simbolo dell'azienda radiotelevisiva pubblica. Meno noti al grande pubblico, sono le quattro grandi statue in bronzo che raffigurano cavalli in movimento. Le dimensioni di quest'opera unica sono pari a quelle naturali. I quattro modelli in gesso furono realizzati nel 1941 per il progetto di una maestosa opera civile, costituita da una quadriga in bronzo, destinata al prospetto del Palazzo dei Congressi, nel quartiere EUR di Roma. L'opera finita prevedeva dimensioni doppie rispetto alla grandezza naturale (altezza 4,50 metri, larghezza 6,30), ma non venne mai realizzata a causa della guerra. I modelli in gesso, rimasti nella disponibilità di Francesco Messina, furono successivamente fusi in bronzo a spese dell'amico dello scultore, Giovanni Leone che acquistò l'opera. I quattro calchi in gesso per effetto della fusione furono poi distrutti alla presenza dell'artista stesso in modo da rendere la realizzazione un'opera unica. Dal 1970 l'opera in bronzo è esposta nella proprietà privata di Giovanni Leone alle porte di Formello. [1]. I quattro cavalli misurano circa 2,16 metri di altezza alla testa, 2,66 metri di lunghezza e 96 centimetri di larghezza e sono posti uno accanto all'altro dove due cavalli guardano verso la propria destra e due verso sinistra. L'opera in bronzo è citata dallo scrittore Piero Chiara nel suo libro Una storia italiana:il caso Leone, edito da Sperling & Kupfer nel 1985. Sono stati esposti a Expo 2015 lungo il Decumano, nei pressi dello stand di Eataly. Opere principali Museo Messina, ex Chiesa di San Sisto, Milano Pugilatore a Torino, Galleria civica d'arte moderna e contemporanea (1929) Nuotatore sulla spiaggia a Roma, Galleria nazionale d'arte moderna (1930) Giobbe, Ravello, Raccolta d'Arte Contemporanea, (1934) Monumento a Cristoforo Colombo a Chiavari (1935) Monumento equestre Regisole (o Raggiasole) a Pavia (1937), in memoria del monumento romano dell'Imperatore Antonino Pio distrutto nel 1796 San Carlo e i Deputati, Milano, Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (1938) Monumento Minerva armata a Pavia, città universitaria (1938) Statua di Costanzo Ciano a La Spezia, Museo tecnico navale (1940) I quattro cavalli di bronzo, Formello (Le Rughe) 1941 - 1970, collezione Leone Statue del Cimitero monumentale di Milano, della Chiesa di Sant'Eugenio di Roma, e della Cittadella Cristiana di Assisi (1950-1960) Busto di Giacomo Puccini, Teatro alla Scala di Milano (1958) Beatrice a Dallas, South Methodist University (1959) Monumento marmoreo a Santa Caterina da Siena, collocato a Castel Sant'Angelo in Roma (1961-1962) Monumento a Pio XII, Basilica di San Pietro, Città del Vaticano (1963) Busto di Pietro Mascagni, Teatro della Scala di Milano (1963) Cavallo Morente, Palazzo RAI in Roma (1966) Monumento a Pio XI, Duomo di Milano (1968) Monumentale Via Crucis con Madonna con Bambino in marmo di Carrara e Statua della Resurrezione di Cristo di sei metri di altezza, San Giovanni Rotondo (1968-1980) Ritratto di Ranieri III, Principe di Monaco (1974) Stallone ferito a Catania, piazza Galatea Romantica a Catania, in piazza Europa Il mattino della Resurrezione, o Maddalena davanti al sepolcro, a Dovadola, presso Forlì, nel Museo dedicato a Benedetta Bianchi Porro Medaglia commemorativa del traforo del Gran Sasso creata da Francesco Messina (1980) Una scelta delle sue opere (circa 100) è conservata nella Chiesa sconsacrata di San Sisto a Milano Premi e riconoscimenti Premio scultura nel 1942 alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia Cittadino onorario della città di Milano dal 1975 In Maggio del 1975 è nominato cittadino onorario di Milano. Nel 1979 la Pinacoteca di Stato di Monaco di Baviera organizza una grande esposizione di scultura e grafica. Accademico honoris causa dell'Accademia delle Belle Arti dell'Unione Sovietica dal 1988 e accademico onorario dal 1990.

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    Vendo Acquaforte e Acquatinta di Giancarlo Vitali - 7

    Vendo un' Acquaforte e Aquatinta di Giancarlo Vitali, anno 1989. Titolo dell' opera "Gallo sulla sedia". La vendo a 405€ contro i 650€ che è il suo prezzo di mercato, con uno sconto quindi del 30%. Le dimensioni dell' opera sono 47 x 57 cm. Biografia dell' artista: Giancarlo Vitali (Bellano, 29 novembre 1929) è un pittore italiano contemporaneo. Nasce a Bellano sulla sponda lecchese del Lago di Como, in una famiglia di pescatori. Inizia a dipingere a quindici anni, dopo un periodo di lavoro all'Istituto d'Arti grafiche di Bergamo. Espone la sua prima opera all'Angelicum di Milano nel 1947 in occasione della Biennale d'Arte Sacra. Nel 1949, partecipa alla stessa Biennale con due opere, Visitazione e Cena in Emmaus e riceve calorosi apprezzamenti da Carlo Carrà. Rinuncia alla borsa di studio all'accademia di Brera vista l'impossibilità da parte della famiglia di mantenerlo a Milano. Per Vitali pittore si apre a questo punto una lunga parentesi di silenzio. Inizia l'attività d'incisore nel 1981 su sollecitazione del figlio Velasco, anch'egli pittore. Ã^ il 1983 quando Giovanni Testori avendo visto per caso la riproduzione di un coniglio squartato, gli fa visita. Nasce da questo incontro un rapporto di reciproca stima che si trasforma presto in una grande amicizia. L'anno successivo Testori gli dedica un articolo sulla terza pagina del “Corriere della Sera” e organizza a Milano (1985) quella che si può considerare la prima personale. Nel 1987 la grande mostra di Lecco "La famiglia dei ritratti", curata sempre da Testori, al Museo di Villa Manzoni, Lecco. Da quel momento espone in molte sedi pubbliche e private, pubblica numerosi cataloghi e cartelle di incisione. Alla fine degli anni ottanta, esegue alcune opere pubbliche e tra queste, i ritratti di benefattori dell'Ospedale Maggiore di Milano per la quadreria della Ca' Granda. Mostre 2008 - * Ritratto di pollame, carne, rose e girasoli. Casa dei costruttori, Lecco. A cura di Carlo Bertelli e Mario Botta. Allestimento Mario Botta. 2007 - Giancarlo Vitali opere, Istituto Italiano di Cultura - Madrid. 2005 - Cartella Clinica, diario di un soggiorno indesiderato. Dipinti e disegni nell'aula magna dell'Ospedale di Lecco. 2003 - L'Oltranza della pittura, in ricordo di Giovanni Testori. Spazio Cinquesensi, Milano. 2002 - La musica dipinta, disegni e oli. Spazio Cinquesensi - Milano. 2001 - Giancarlo Vitali - D'après, Arsmedia â€" Bergamo; nel 2002 arricchita di disegni e olii, la stessa mostra viene riproposta dalla Compagnia del disegno - Milano. 2000 - Il Paese del Pittore, omaggio del Comune di Bellano in occasione dei settant'anni. Spazi industriali dell'ex Cotonificio Cantoni. 2000 - Lunario Minimo, organizzata dal Comune di Cento in collaborazione con Promoart di Ferrara, chiesa sconsacrata di San Lorenzo. 1999 - La Biblioteca Comunale di Milano allestisce a palazzo Sormani una mostra, presentata da Giancarlo Consonni, con più di 100 opere su carta. La Galleria del Cantico del convento di San Damiano ad Assisi ospita la mostra Le stagioni della Vita, presentata da Domenico Montalto. 1997 - La Memoria Sottile, Musei Civici di Lecco. Oltre cento disegni. 1996 - Una grande antologia curata da Marco Goldin, è allestita a palazzo Sarcinelli di Conegliano. 1994 â€" Giancarlo Vitali, Antologica dell'opera incisa organizzata dalla Civica Raccolta Bertarelli nella sala Castellana del Castello Sforzesco di Milano. 1991 - Le forme del tempo, omaggio alla figura “dell'abate-paleontologo” Antonio Stoppani. Musei Civici di Lecco, Villa Manzoni e Galleria Bellinzona. 1987 - La famiglia dei ritratti, curata ancora da Testori e allestita dai Musei Civici di Lecco. 1985 - Giancarlo Vitali, a cura di Giovanni Testori. La Compagnia del Disegno, Milano. Si può considerare la prima personale. In questi anni seguiranno altre mostre in località diverse. Pubblicazioni Ritratto di pollame, carne, rose e girasoli. Editore Motta, Milano. 2008. A cura di Carlo Bertelli e Mario Botta. Allestimento Mario Botta Giancarlo Vitali, dipinti, incisioni e disegni. Testi di L. Castellucci. Florence packaging. 2007. Cartella Clinica. Testo critico di Marco Vallora. Testi di Giancarlo Vitali e Andrea Vitali (scrittore vincitore nel 2007 del premio Bancarella. Ã^ il medico di G.Vitali). A cura dell'Ospedale Manzoni di Lecco. Editore Cattaneo, 2005. Dono di luoghi. Poesie di Giancarlo Consonni. A cura dell'Associazione Costruttori di Lecco. Edizioni Itaca, 2004. L'Oltranza della pittura. Raccolta degli scritti di Giovanni Testori sull'opera di Giancarlo Vitali. Edizioni Itaca, 2003. D'Après. Prefazione di Giuliano Collina, testo critico di Giovanni Testori. Edizioni Itaca, 2001. Il paese del pittore. Testo critico di Marco Fragonara, una poesia di Tonino Guerra e un testo di Andrea Vitali. DeAgostini Rizzoli, 2000. Lunario Minimo. introduzione di Ludovico Pratesi, editore DeAgostini Rizzoli, 2000. Le stagioni della vita. Prefazione di Domenico Montalto. Edizioni Itaca, 1999. La Memoria Sottile. Testi di Tiziana Rota, Marco Carminati e poesie di Valerio Magrelli. Edizioni Itaca. 1997. Vitali : opere 1945-1995. A cura di Marco Goldin. Electa, 1996. Catalogo generale dell'opera incisa. A cura di Paolo Bellini (docente di storia del disegno all'Università cattolica di Milano, direttore di Grafica d'Arte, curatore di mostre e concorsi di incisione. Unico italiano a collaborare all'Illustrated Bartsch). Edizioni Bellinzona - Linati â€" Stefanoni, 1994. Le forme del tempo. Introduzione di Alberto Longatti. Edizioni Bellinzona, 1991. La famiglia dei ritratti. Testo critico di Giovanni Testori. Electa, 1987. Giancarlo Vitali. A cura di Giovanni Testori. Edizioni La Compagnia del Disegno - Milano, 1985. Edizioni Cartelle di incisioni Suovetaurilia, 6 incisioni. Testo di Carlo Bertelli, edizioni Itaca â€" Milano 2008. Abitare, edita dall'Associazione costruttori edili della provincia di Lecco con 6 incisioni. Testo di Mario Botta, 2006. Omaggio al cantiere, Edita dall'Associazione costruttori edili della provincia di Lecco con 5 incisioni. Testo di Mario Sangiorgio. 2004. Concerto, 8 incisioni più 8 poesie di Giancarlo Consonni (poeta e architetto, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano), prefazione di Marco Vallora. 2002. Bestiario, 8 poesie di Giancarlo Consonni e 8 incisioni di Giancarlo Vitali con introduzione di Gina Lagorio, edizioni Itaca - Milano. 1999. Le forme del tempo, introduzione di Alberto Longatti. Edizioni Bellinzona 1991. Tommaso Grossi, 2 incisioni per 2 poesie. Introduzione Gianfranco Scotti. Lions Club. 1991. Il mio museo quotidiano, presentata da Testori e stampata da Bandini. Edizioni Bellinzona. 1985. ' 'Poesie per il Trittico del toro, 3 poesie di Testori accompagnate da un'incisione di Giancarlo Vitali. Edizioni La compagnia del disegno. 1985. Il mio paese del lago, presentata da Gianni Brera e stampata da Giorgio Upiglio per le Edizioni Bellinzona. 1982. Libri d'artista Maschere, di Henri de Régnier con 2 acqueforti originali. Attorno al tavolo, 11 incisioni e 9 poesie di Franco Loi. Tavolo Rosso â€" Stamperia Albicocco â€" Udine. 2003. Guardare i Tramonti, una poesia di Tonino Guerra e 9 incisioni di Vitali, edizioni Gibralfaro, Verona. 2000.

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    Vendo litografia di Floriano Bodini, dimensioni 57,5 x 65,5, tiratura XXI/XXXV. Note biografiche sull' autore. BIOGRAFIA Floriano Bodini (Gemonio (VA), 8 gennaio 1933 â€" Milano, 2 luglio 2005) è stato uno scultore italiano. A Milano, concluso il Liceo Artistico, frequenta l'Accademia di Brera, sotto la guida di Francesco Messina. Nella metà degli anni '50, con Giuseppe Banchieri, Mino Ceretti, Gianfranco Ferroni, Giuseppe Guerreschi, Bepi Romagnoni, Giuseppe Martinelli e Tino Vaglieri fa parte del gruppo milanese di giovani artisti, definito Realismo Esistenziale. Le sue opere esprimono il disagio e l'inquietudine dell'esistenza, in particolar modo nei ritratti, di grande forza espressiva e drammaticità. Ã?^ presente nelle più importanti rassegne nazionali e internazionali. Nel 1962 è invitato alla XXI Biennale d'Arte di Venezia, esponendo sette opere. Nel '68 espone la scultura "Ritratto di un Papa", in legno di cirmolo, che suscita enorme interesse, ed è poi collocata nei Musei Vaticani. Lo scultore ha anche un'intensa attività di grafica, di cui nel 1973 esce il primo catalogo generale "un diario spietato", di Enzo Fabiani. Insegna, giovanissimo, al Liceo Artistico a Brera e all'Accademia di Carrara, di cui è direttore fino al 1987, mentre dal 1991 al 1994 ne è presidente. Lascia l'insegnamento a Carrara per assumere la cattedra di scultura al Politecnico di Architettura di Darmstadt (Germania ovest) dal 1987 fino al 1998. A partire dal 1970, dopo il legno e il bronzo, la sua ricerca si allarga all'uso del marmo, materiale essenziale per il ciclo delle grandi opere pubbliche, che inizierà negli anni '80. Lavora prima negli studi di Carrara, poi di Viggiù. Si è aperto a Gemonio nel 1999 il Museo Civico â€Å"Floriano Bodini”. Muore in Milano il 2 luglio 2005. Il 2 novembre 2007 Milano gli conferisce lâ€(TM)onore del Famedio al Cimitero Monumentale quale cittadino che è entrato a fare parte della storia della città. OPERE MONUMENTALI • il monumento in marmo a Publio Virgilio Marone (Brindisi), • il monumento in bronzo a Paolo VI (Sacro Monte di Varese), • il monumento in marmo di Candoglia a Paolo VI (Duomo di Milano), • l'altare maggiore del Duomo di Varese, • il monumento al cardinale Ferrari nel Duomo di Parma, • il complesso dell'altare maggiore del santuario della Santa Casa di Loreto, • il monumento in marmo ai Caduti sul lavoro della città di Carrara, • l'Altare Maggiore del Santuario di Rho, • l'altare delle Grotte Vaticane a San Pietro (Roma), • il volo di colombe in bronzo per la sede Agip di San Donato Milanese, • il monumento a Stradivari a Cremona, • il complesso bronzeo dei Sette di Gottinga per la piazza del Parlamento di Hannover (Germania), • la Porta Santa per la Basilica di San Giovanni in Laterano (Roma), • l'altare dell'Eucarestia a San Giovanni Rotondo nel complesso architettonico di Renzo Piano, • il Monumento a Paolo VI nell'Aula Nervi in Vaticano. • l'altare maggiore e il battistero, ultima opera dell'artista, nella chiesa Parrocchiale di Rovello Porro (CO). • L'altare maggiore e il pulpito del Santuario della Santa Casa a Loreto (AN). • Il Monumento in marmo a Santa Brigida di Svezia in una nicchia della basilica di San Pietro in Vaticano. MAESTRO DEL PALIO DI ASTI Nel 1998, il comune di Asti, ha commissionato a Bodini, la realizzazione dei due sendalli per la festa del santo Patrono san Secondo. Uno dei due, come tradizione, è stato offerto il primo martedì di maggio al patrono ed è conservato nella collegiata del Santo. Il secondo è stato consegnato al vincitore della corsa del Palio, la terza domenica di settembre. Quell'edizione fu vinta dal comune di Castell'Alfero. Nel 1999 il Soroptimist International Club di Asti ha commissionato la Pergamena d'Autore, tradizionale premio conferito al partecipante del Palio di Asti che meglio ha figurato durante la sfilata del corteo storico. L'opera denominata Bozzetto, una tecnica mista 25x35 è stata assegnata al Borgo Don Bosco.

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